2016-11-26 Messaggio del Sacro Cuore all'inizio del tempo forte dell'Avvento

"O diletta, Io sono il Cristo, il tuo Signore."

 

"Prendi e scrivi, o diletta cara."

 

(pausa)

 

"Ecco, diletta, questo è un Mio Messaggio, con il quale Io - Gesù Cristo, l'Uomo Dio: il vero Dio - voglio farMi vicino, in modo particolare, all'inizio di questo nuovo Santo Avvento, ad ogni Mio figlio/ad ogni Mia figlia che è, al presente, tribolato in modo particolare. Amen."

 

(pausa)

 

"Anzitutto, il Mio Divino Pensiero corre a tutti i cristiani per Me tribolati, a causa Mia perseguitati.

In quelli di essi che Mi sono, e Mi restano, eroicamente fedeli, ecco che si rinnova, misticamente e gloriosamente, la Mia dolorosa e salvifica Passione. Amen.

Coraggio, Miei diletti figli! o voi, che state soffrendo per il Mio Santo Nome e per Me, che sono la stessa Verità (riferimento a Giovanni 14,6). Amen."

 

"Il Regno dei Cieli vi attende in festa, o Miei eletti e dilettissimi figli!

Io vi benedico, questa sera, con tutto il Mio Amantissimo e Castissimo Cuore, affinché voi possiate avere la forza necessaria per rimanerMi fedeli sino alla fine. Amen."

 

(pausa significativa)

 

"Mi rivolgo poi, o Sabrina, eletta Mia cara, ai Miei cari figli e figlie che sono, al presente, malati e infermi.

In questo nuovo Mio Avvento - tempo ancora di grande grazia: soprattutto per coloro tra i Miei credenti che vorranno accoglierlo con forte amore e limpida, operosa fede, amen - ecco che Io, Gesù Cristo, il vero Uomo Dio, Mi rivolgo direttamente a questi Miei figli e figlie che sono sofferenti in modo particolare nei loro corpi mortali, e li prego che non sciupino tanti dolori, ma piuttosto li offrano volentieri, con sincero amore, per la Mia santa e così tanto povera Chiesa in terra. Perché, o Sabrina, Mia eletta vittima..., ce n'è al presente un estremo bisogno. Amen."

 

(pausa significativa)

 

"Ed infine desidero, in questa notte in cui principia il Mio Santo Avvento, rivolgerMi, con il Mio Cuore divinamente fiammeggiante in Mano Mia trafitta, a coloro tra i cristiani cattolici che sono divorziati e civilmente - NON DI FRONTE A ME, DUNQUE - risposati.

Mi spiace dovervi dire, o Miei cari - per i quali sono morto: ho versato tutto il Mio Prezioso Sangue sulla Croce gloriosa, e pur tanto umile; ma Io, o Miei cari, amo nasconderMi nella povertà e nell'umile piccolezza, amen -, Mi duole, dunque, dovervi dire che già una parte, purtroppo non piccola, della Mia Chiesa in terra, cioè gli uomini di Chiesa - quelli fra essi che si sono corrotti dietro a satana, il demonio, ed il mondo: infido, falso e omicida - lungi dal guidarvi, come pecorelle sitibonde della vera Felicità, ai pascoli eterni del Cielo, mediante i subdoli inganni purtroppo realmente presenti nell'Amoris laetitia, vi stanno indicando, con la sinistra - la mano della maledizione - e vi stanno aprendo dinnanzi, misticamente parlando, la via larga che - se non vi convertirete - al baratro infernale conduce (riferimento a Matteo 7,13-14). Amen."

 

(pausa significativa)

 

"Non illudetevi, o figli: IL MIO VANGELO NON CAMBIA (riferimento a Matteo 19,9; Marco 10,11-12; Luca 16,18), e né adulteri, né impuri, né fornicatori erediteranno il Regno del Padre e Mio (riferimento a 1Corinzi 6,9-10)."

 

(pausa)

 

"Badate bene, o figli, che nessuno - fosse pure il papa - vi inganni su questo fondamentale punto, di primaria importanza al fine della vostra eterna salvezza.

Io, in questa notte santa e benedetta del principio di questo Mio nuovo Avvento, vi avverto proprio perché vi amo: non vogliate - seguendo la via dell'insipienza e della stoltezza e della carnalità nel peccato - precludervi per sempre l'ingresso nel Mio felicissimo Regno eterno: Regno che - oh! non dimenticatelo neppure per un momento, o figli Miei amati! - Io vi ho acquistato e donato a prezzo di tante Mie atroci sofferenze: patite durante tutti i trentatré anni della Mia vita sulla terra, e, segnatamente e al sommo grado, nel salutifero tempo della Mia Beata Passione."

 

(pausa)

 

"O Miei diletti! Fate - sì, fate con le vostre buone e rette decisioni del presente - spiega loro ciò che questo significa, o diletta, Mia cara Sabrina - fate, adunque, con le vostre buone e sante opere di amore casto e vero, che Io possa in quel supremo giorno - quello del vostro giudizio particolare - che Io, Gesù Cristo, l'Uomo Dio, possa benedirvi ed accogliervi tra le pecorelle fedeli e buone; alla Mia destra, nei Cieli."

 

"Ma se, al contrario, voi vorrete continuare a disprezzare Me, vero Dio, e la vostra stessa anima - ammazzandola nella Grazia, mediante l'impura fornicazione protratta ed ostinata per molto tempo con persona che, in verità, non è il vostro legittimo coniuge dinanzi ai Miei occhi santissimi, al Mio Divino Cospetto - ecco che allora, con estremo Dolore del Mio Puro e Sacratissimo Cuore, Io, in questa notte, in modo speciale, vi avverto: così facendo voi - ciascuna anima adultera e impura - vi state apparecchiando il vostro posto nell'Inferno eterno del Ribelle: Lucifero; quell'Angelo magnifico che volle, per sua propria, liberissima scelta, mutarsi in satana. Amen."

 

"Voi, peccatori impenitenti, giacerete, con i demoni, negli eterni tormenti (riferimento a Isaia 50,11), che vi sarete procurati disprezzando lo spirito e idolatrando, durante questa vita terrena, la carne del peccato impuro."

 

"Se non vi convertirete - e Io ve ne supplico, finché è tempo: CONVERTITEVI! -, vi dannerete voi, e si danneranno seco voi tutti quei falsi pastori e falsi cristi che, al presente - in questo tempo di sempre più diffusa e tremenda tenebra dei cuori -, vanno insegnando favole artificiosamente inventate e dottrine sommamente perverse. Amen."

 

(pausa significativa)

 

"Sabrina, Io sono il Cristo: IO PER AMORE PARLO. AMEN."

 

"Per ora va' in pace, e con la Mia santa e sacra benedizione. Amen."

 

"Il vero Buon Pastore. Amen".

 

Locuzioni interiori ricevute sabato 26 novembre 2016, durante l'Ufficio delle Letture pregato nella chiesa di un monastero.


***

LA SANTA VOLONTA' DI DIO SUI CRISTIANI DIVORZIATI E CIVILMENTE RISPOSATI

LE BUONE E RETTE DECISIONI DEL PRESENTE: LE BUONE E SANTE OPERE DI AMORE CASTO E VERO

 

 

Dal Messaggio del Sacro Cuore donato il 26 novembre 2016:

 

"O Miei diletti! Fate - sì, fate con le vostre buone e rette decisioni del presente - spiega loro ciò che questo significa, o diletta, Mia cara Sabrina - fate, adunque, con le vostre buone e sante opere di amore casto e vero, che Io possa in quel supremo giorno - quello del vostro giudizio particolare - che Io, Gesù Cristo, l'Uomo Dio, possa benedirvi ed accogliervi tra le pecorelle fedeli e buone; alla Mia destra, nei Cieli."

 

 

Dalla Esortazione Apostolica "Familiaris consortio" di San Giovanni Paolo II, Papa:

La riconciliazione nel sacramento della penitenza - che aprirebbe la strada al sacramento eucaristico - può essere accordata solo a quelli che, pentiti di aver violato il segno dell'Alleanza e della fedeltà a Cristo, sono sinceramente disposti ad una forma di vita non più in contraddizione con l'indissolubilità del matrimonio. Ciò comporta, in concreto, che quando l'uomo e la donna, per seri motivi - quali, ad esempio, l'educazione dei figli - non possono soddisfare l'obbligo della separazione, «assumono l'impegno di vivere in piena continenza, cioè di astenersi dagli atti propri dei coniugi» (Giovanni Paolo PP. II, Omelia per la chiusura del VI Sinodo dei Vescovi, 7 [25 Ottobre 1980]: AAS 72 [1980] 1082).

 http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/apost_exhortations/documents/hf_jp-ii_exh_19811122_familiaris-consortio.html )

 

AI MIEI FRATELLI E SORELLE IN CRISTO, DIVORZIATI E CIVILMENTE RISPOSATI

1 dicembre 2016

Cari fratelli e sorelle, Dio sia amato!

Volentieri vi scrivo oggi - primo giorno del mese impreziosito dal Santo Natale di Gesù e dalla solennità di Maria Immacolata, mistica Aurora di salvezza - quella spiegazione che il Sacro Cuore mi ha chiesto di donarvi.

Il Maestro Divino, parlandovi di "buone e rette decisioni del presente", intende ricordarvi che è ora, cioè nel corso di questa vita mortale, che ciascuno di noi edifica quella che sarà la sua propria sorte eterna: di ineffabile Beatitudine per gli eletti del Cielo e di orrenda dannazione all'Inferno per ogni anima che si sarà ostinata sino alla fine nel peccato mortale.

Quando intraprendiamo un bel viaggio, è evidente che vogliamo raggiungere una meta desiderata, e, per giungervi presto e bene, scegliamo la via più diretta e sicura; similmente, cari fratelli e sorelle, se in quanto credenti in Gesù Cristo - il Figlio di Dio: incarnato, morto e risorto per noi e per la nostra eterna salvezza - consideriamo la vita terrena come un pellegrinaggio in vista del Paradiso, nostra vera Patria, è evidente che non ci racchiuderemo e non imprigioneremo la nostra anima nella sterile angustia di ideali intra-mondani; ma, con la luce dello Spirito Santo, valuteremo sempre più ogni cosa, e la nostra stessa vita, secondo la vera Sapienza, che è quella che il Signore Gesù - Egli che vive da sempre e per sempre nel seno del Padre - facendosi Uomo per nostro amore, ci ha rivelato e donato. Secondo questa celeste Sapienza, siamo chiamati alla sequela del Divino Redentore, a partecipare - con la Grazia e con la buona volontà, ogni giorno di più - al Suo Mistero Pasquale di Morte e di Gloria.

Non dimentichiamo, a questo proposito, le ispirate parole della Imitazione di Cristo: "Questa è la massima sapienza: tendere ai regni celesti, disprezzando questo mondo.". E ancora: "Vanità è seguire desideri carnali e aspirare a cose, per le quali si debba poi essere gravemente puniti ... Vanità è occuparsi soltanto della vita presente e non guardare fin d'ora al futuro. Vanità è amare ciò che passa con tutta rapidità e non affrettarsi là, dove dura eterna gioia." (Libro I, Capitolo I). Ed infine: "... la vera pace del cuore la si trova resistendo alle passioni, non soggiacendo ad esse. Non già nel cuore di colui che è attaccato alla carne, non già nell'uomo volto alle cose esteriori sta la pace; ma nel cuore di colui che è pieno di fervore spirituale." (Libro I, Capitolo VI)

Cari fratelli e sorelle, Dio stesso ha creato le nostre anime e Dio ardentemente desidera che viviamo con Lui per sempre nel Cielo; se però noi, usando male della nostra libertà, non poniamo volontari e gravi ostacoli alla autentica realizzazione del santo progetto - della vocazione - che Egli ha su ciascuno di noi. Dio ci chiama alla santità: alla misura alta del vero amore, a Lui e al prossimo.

Quando il Sacro Cuore parla di "buone e rette decisioni" (e vorrei ora ricordare che "retto" significa conforme alla Volontà di Dio), Egli vi chiede di scegliere il vero bene della cristiana virtù, sì da potervi riaccostare ai Santi Sacramenti di Penitenza ed Eucaristia.

Questo - secondo l'autentico Magistero della Chiesa, Madre e Maestra, ribadito, con chiarezza di verità e autentica bontà, nella Familiaris consortio di Giovanni Paolo II - in concreto, significa che il Signore vi chiede di interrompere la relazione sentimentale che state intrattenendo con persona che, ai Suoi occhi santissimi, non è il vostro legittimo coniuge.

Il Signore vi esorta a separarvi, in quanto il vostro attuale stato di vita contraddice gravemente la Sua Santa - ed immutabile - Legge sulla indissolubilità del sacramento del Matrimonio. Perseverare in tale stato gravemente disordinato, significa mettere a repentaglio la propria eterna salvezza.

Se invece, per serie ragioni, com'è l'educazione dei vostri figli, non potete adempiere all'obbligo della separazione, il Sacro Cuore vi chiama - in ogni caso - a "buone e sante opere di amore casto e vero", cioè a decidere di vivere in castità, come fratello e sorella.

Inoltre, se possibile, cercate di riconciliarvi con colui/colei che è il vostro coniuge dinanzi al Signore: la persona che un giorno avete accolto come sposo/sposa al santo altare di Dio.

Ritengo non sia superfluo sottolineare, in questo mio modesto scritto - modesto sì, ma vergato con il cuore: in adorazione a Dio e con il sincero anelito di poter giovare al vostro vero bene, presente ed eterno -, che ogni fedele cristiano cattolico è chiamato dal Signore Gesù a vivere castamente; e che, secondo la Santa Legge di Dio, gli atti con cui l'uomo e la donna si donano reciprocamente - anima e corpo - l'uno all'altra, sono moralmente leciti - e, se compiuti secondo la natura e secondo la Grazia, santificanti - solo all'interno del sacramento del Matrimonio.

Cari fratelli e sorelle, nel mio piccolo, vi affido ai Cuori Sacratissimi di Gesù, Maria e Giuseppe, nella quotidiana preghiera, affinché possiate ricevere dalla Santissima Trinità la luce e la fortezza necessarie per prendere decisioni buone e sante: il Signore Gesù, poi, sempre vi sostenga nella via stretta - e pur così bella e ricca di significato - del cammino perseverante nella Divina Grazia, che al Cielo conduce.

 

Sabrina Luraschi Corbetta

 


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