6) Novembre 2007 - I sette segreti

Locuzioni ricevute il 3 novembre, alle Ghiaie di Bonate:

 

“Scrivi, o Mia diletta. Mia Madre apparve veramente qui e le parlò.

Mia diletta, il demonio pose grande ostacolo ed entrò veramente anche nella curia, e soprattutto qualcuno, che avrebbe dovuto essere vicino alla piccola e – allora debole – Adelaide, al contrario, la intimorì molto, la terrorizzò al punto che essa ritrattò spaventata la realtà, ossia Mia Madre che aveva davvero visto, e non una sola volta, ma diverse. Adelaide temeva il peccato mortale - secondo la sua consapevolezza di bambina e della grazia eccelsa ricevuta - perciò ritrattò, per paura del male, e a causa di ciò si sentì traditrice, quella piccola e vera martire del Mio Amore.

E, più tardi, le fu persino impedito, a quell’anima eletta, di divenire Mia sposa in quel modo, cioè suora.

Ma, o Mia cara, la Mia Volontà si realizza sempre e comunque, anche se in modo misterioso e per vie note soltanto a Me.

Abbi e abbiate fede: pregateMi qui e al paese santificato dal Papa buono (Giovanni XXIII; il paese è Sotto il Monte). Voglio, Mie vittime, concedervi grande Grazia e grazie, anche di guarigione dei cuori e dei corpi. Abbiate grande fede! E così farò miracoli …

Ti benedico, diletta! Amen.”

 

Subito dopo:

 

“Figliola, sono la dolce Mamma tua.

Come ti faccio sentire nel cuore, la Mia presenza spirituale e luminosa, sì, il Mio spirito materno e sponsale, è ancora qui.

Figliola, o vittima,… aiutiamo le famiglie che si sfasciano sotto i duri colpi che satana infligge loro, e alla loro fragilità, a risorgere.

Ti benedico, bambina! Amen.”

 

“Scrivi, o Mia diletta.

O Mia colomba, sono contento. Il vostro amore sponsale, a differenza di molti altri, Mi consola ed allieta il Cuore Divino.

… Non sto però parlandoti di uno spiritualismo, il quale, per un essere umano, è deviazione pericolosa dal vero, dal giusto, dal BELLO …

Non temere la tua debolezza, poiché, quando occorrerà, ti ricolmerò della Mia divina forza.

Ricorda: "A ciascun giorno … (nota: basta la sua pena)"… e dunque …

Sii sempre più piccola come bambina svezzata: così Mi sei sempre più gradita e vittima grata al Padre nostro. Amen.

Per quanto riguarda la preparazione al Mio Santo Natale delle Mie care e dilette vittime, desidero invitarvi, o voi della piccola ma preziosa – ai Miei occhi celesti e divini – famiglia spirituale, ad abituarvi a sorridere veracemente al vostro prossimo: colui che incontrate, sia che lo conosciate o meno.

Care vittime amate, Io, il vostro Signore crocifisso e glorioso, vi chiamo esplicitamente all’esercizio quotidiano della GENTILEZZA.

Perché vi domando questo e non flagelli e cilizi, care vittime? Guardatevi intorno: il mondo è sommerso nelle tenebre e pesantezze del male morale, e quanto più le Mie creature si affannano nel ricercare la felicità nel sesso disordinato e negli altri vizi e droghe; quanto più con la mediocrità schivano la Mia croce … e tanto più sprofondano nel gorgo infernale di una mestizia inesorabile, vero anticipo d’Inferno.

Dunque, coraggio, IN ALTO i vostri cuori, Mie care serve, Mie vittime di amore.

Sorridete! E così sarete luce, sale e lievito in questo povero mondo senza speranza. Amen.

Quest’esortazione va preparata per la prossima veglia.

Sabrina, Mia Sabrina, ti amo e benedico. Amen.

Non chiederMi il nome*, perché lo sai Chi sono.

Amen.”

 

* Riferimento all'episodio biblico in cui il patriarca Giacobbe lotta con Dio:

Giacobbe allora gli chiese: "Dimmi il tuo nome.". Gli rispose: "Perché Mi chiedi il nome?". E qui lo benedisse. (Genesi 32,30)

 

***

 

SOLENNITA' DI CRISTO RE (secondo il Rito Ambrosiano):

 

“Mia diletta serva, regna con Me, tuo Cristo, dal luogo in cui Io regno, come vero Re di Amore, qui in terra: la Croce.

Tu Mi hai capito, Mia serva..., nel Mio dire a te, il Mio verbo efficace alla Santa Comunione fra Me e te - il Mio Essere Infinito e il tuo, profondo ma piccolo se confrontato al Mio - alla Santa Messa vespertina e festiva. Sì, cara, tu, per Mia grazia, Mi hai compreso. Ho detto: REGNA con Me. E non, in questo caso – per quanto, se Mi sarai fedele, anche quello si avvererà: regnerai con Me e con tutti gli eletti Miei servi, santi e testimoni -.

Tesoro …, REGNA con Me dalla Croce; sì, dalla Mia Croce sofferta e gloriosa, sulla quale ti chiedo espressamente - e ti concedo con incommensurabile Bontà - di salire con Me, per amore delle Mie creature, gli uomini ingrati e perduti.

Se Mi dirai di sì, se lo farai, cadrà su te la pioggia, dolce rugiada di Cielo ed unione più profonda e verace con Me, tuo Cristo e Salvatore …

Io, Ostia, sono Fuoco Divino … nessun uomo quaggiù, nel penoso esilio, può gustare e godere di Me, di Noi, Trinità Adorabile ed Adorata, come nella Patria beata, senza morire. Nessuno può vederMi se prima non muore. E non pensare, o Mia colomba, solo alla morte fisica, la prima morte. Ce n’è un’altra che Io attendo da … voi, Mie care vittime di amore …

In ogni modo, anche quelle pochissime anime elette che già godono della Mia vista ineffabile quaggiù, non la fruiscono come sarà nell’Aldilà dei Beati.

Per ora benedico ed attendo, anche stavolta, il tuo SI’, il tuo ECCOMI.

Sono il tuo Cristo amato. Amen.”


“Scrivi, o Mia diletta.

Sono qui …, rosa olezzante profumo di Cielo a causa del Mio Perdono sacramentale, a continuare a spiegarti, a te ed anche alle Mie care e sacre – cioè consacrate a Me, Ostia Viva – vittime, cosa Mi aspetto … da voi, in questo, ormai prossimo, Avvento Ambrosiano.

Ho parlato di cuore amoroso ed ardente verso i piccoli e i poveri. Ho chiesto a voi la gentilezza, la finezza nell’amore quotidiano e concreto, il sorriso frequente e schietto, in questo povero mondo, molto spesso, perlopiù privo di semplicità e di anime fanciulle …

Ora, Mie care vittime consacrate fin dal Battesimo a Me, quanto vi ho chiesto in precedenza non è cosa che si possa compiutamente realizzare in un sol giorno. Io lo so bene: sono vero Uomo; come voi, uno di voi, vostro Fratello. Neppure basterà un mese e poco più per realizzare quello che vi ho domandato di fare. E’ l’esercizio del cammino di una vita, verso la vetta del Monte Carmelo dei Santi Miei amici.

Ora, Miei cari figli, vengo a chiedervi una cosa difficile all’umana natura e a voi, se abbandonati alle sole vostre deboli forze – ma ricordate che con Me, con la Mia Grazia, potete tutto, potete prodigi di immenso amore. Amen -. Dicevo, dunque, Mia diletta …: a voi, una cosa difficile ora chiedo, che però, se la farete per amore a Me, vostro Gesù, e alle anime immortali, vi condurrà a stringere un’amicizia, una relazione con Me più profonda e proficua per voi.

Vi chiedo l’ACCETTAZIONE della sofferenza, della croce quotidiana per darMi anime che Mi ameranno per sempre.

Vi chiedo l’amore alla croce e che la gioia non vi conduca lungi da Me, nell’abisso nel quale giacciono e sprofondano sempre più molti vostri fratelli e sorelle, Miei amati.

Vi chiedo di AMARE LA CROCE PER AMOR MIO.

Vi benedico, diletti! Sono con voi. Amen.

Il Redentore.”

 

AVVENTO AMBROSIANO

 

Locuzioni interiori ricevute il 21 novembre – Presentazione della Beata Vergine Maria al tempio – Giornata di preghiera per le anime contemplative:

 

“Scrivi, o Mia diletta.

Un altro prezioso indicatore di strada per le Mie care vittime è la preghiera interiore - cuore a cuore con Me - e l’adorazione eucaristica silenziosa, in special modo.

Care Mie vittime di amore, mentre manca poco più di un mese al Mio prezioso Natale, vengo a chiedervi, a ciascuno in particolare: com’è la tua preghiera? E l’orazione mentale? C’è un vero dialogo amoroso ed amante fra Me, vostro Cristo, e il vostro piccolo cuore a Me gradito? Dedichi un tempo sufficiente alla preghiera quotidiana?

Mi ami tu più di costoro? Per quanto tu possa sapere, TU sei vittima secondo la Mia Volontà … e gli altri, basta che lo sappia Io. Tu serviMi e non pensare ad altro, affidando a Me ogni pena e preoccupazione con grande abbandono, con fiducia inesauribile in Me che, nonostante la tua pochezza, ti ho eletto a vittima per amor Mio e per la salute eterna delle anime immortali.

Ti benedico e bacio. Amen, amen, amen.”

 

“Mia diletta figlia, scrivi. Sono la Mamma.

Anch’Io stamani ho una dolce parola da donare alle piccole vittime di Mio Figlio e Mie.

Ho già detto, in altra occasione di grazia: L’ho tenuta nel Mio seno purissimo questa Ostia candida, il Mio Gesù.

Care vittime di amore, se volete davvero essere gradite a Dio Padre Buono – vedete quanto è CLEMENTE: ancora attende nel punire il mondo - ma giungerà presto quell’ora – nonostante gli innumerevoli e gravi crimini che qui si perpetrano -. Dicevo, cari, se volete esserGli molto graditi, in questo tempo forte e santo, dovete unirvi spiritualmente alla Mia attesa di Gesù Salvatore.

Chiedere allo Spirito Santo, Mio Sposo Celeste, che vi infiammi di puro amore – il quale vi condurrà sulle alte vette del cielo empireo del vostro cuore, ridivenuto bambino – e che vi illumini, carissimi figli Miei, sulle disposizioni e veraci sentimenti del Mio Cuore purissimo di Madre Vergine, in quei lunghi mesi in cui Gesù piccolino riposava nel Mio seno.

La Luce Eterna era custodita in Me come il supremo Gioiello, il Diamante Divino, racchiuso in preziosissimo scrigno tutto d’oro, cioè tutto amore. In Me, che per grazia eccelsa e singolare, sono La Tutta Amore, la dilezione suprema – fra le creature – del Padre Celeste.

Gesù, il Mio mistico Sposo eterno, è il vero Fiore - profumato di nardo, incenso soavissimo e amara mirra - che vuol riposare ed essere curato da voi, nel vostro povero cuore; sia un cuore POVERO: e così in esso Egli regnerà, unico dolce Signore.

Sono Maria: sono amara e dolce nel contempo. Carissimi figli, c’è un intimo nesso spirituale fra Gesù Neonato e Gesù Passionato: entrambi sono crocifissi. Durante la Passione, il Mio Cuore sensibilissimo fu amaro di gran sofferenza; durante la Nascita, fui rapita nell’estasi gloriosa di una gioia indicibile e singolare. Io, la vera Mamma di Dio.

Cari, Miei cari, è il Suo Mistero - di gioia, di dolore, di gloria - che Egli vuole, desidera ardentemente rivivere in voi.

Siate una famiglia santa. CONSOLATECI.

Ora prega, cara ed amata figlia Mia.

 Sono Maria di Nazaret e ti benedico, cara colomba, colombina di Gesù, Mio Figlio. Così sia.”

Durante un'adorazione eucaristica, sabato 24 novembre 2007, il Signore ha iniziato a parlarmi di un segreto.
Questo è ciò che, a tal riguardo, mi è permesso comunicare:

 

“… Vegliate, state desti, stringetevi a Me e a Maria, col Rosario. Il ROSARIO, Mia diletta, annienterà il Nemico. E prima ancora, care vittime: i Sacramenti, i Sacramenti, I MIEI SACRAMENTI!

Mia diletta, questo lo puoi dire, alle vittime e, quando ne avrai l’occasione opportuna, anche ad altri.

E’ ANCORA UN APPELLO DI MISERICORDIA! E’ IL MIO CUORE CHE SANGUINA E CHE SOFFRE ATROCEMENTE A VEDERE QUELLO CHE FATE, MIEI DILETTI! PER VOI LA MIA CROCE E TUTTA LA MIA PASSIONE A NIENTE SERVE!

DILETTA, E’ UNA TRISTEZZA MORTALE. CHI MI CONSOLERA’?”.

 

Qualche giorno dopo, Gesù mi ha rivelato un secondo segreto; ha poi aggiunto:

 

“… E’a vostra discrezione rivelare che ci sono dei segreti – sette come sono sette gli spiriti di Dio – ma assolutamente, per ora, nessuno ne deve conoscere i contenuti. Certo, per invogliare e spronare a pregare, potete dire che, fra essi, ci sono anche delle piaghe molto dolorose, ma necessarie ormai, Mia ... diletta ...

Ti benedico; il tuo Cristo, il Salvatore. Amen, amen, amen.”

 

“Salve, Mia diletta. IO VOGLIO PARLARTI, cara.

Ti vedo preoccupata per i tuoi fratelli e le tue sorelle, gli empi peccatori, cioè coloro che AMANO il male. Ma no! Tu devi dire: "Sia fatta la Tua Volontà, Signore." - convinta, pienamente persuasa che Io agirò per il vero bene delle Mie creature peccatrici. Amen.

Ora ascolta: ti sembro un Dio ingiusto, crudele?”

 

"No, non è questo, Signore; sebbene io rimanga molto colpita e addolorata a sentire che permetterai certe cose …"

 

“Ora ascolta.
Non sono Io che voglio esplicitamente … queste piaghe … E’ l’uomo che - come fu al principio - Mi dice, pienamente cosciente o meno di questo: "NON TI SERVIRO’. IO SONO E VOGLIO ESSERE IL DIO DI ME STESSO.".

Mi hai capito, diletta?”

 

"Sì, o mio Signore."

 

“Ora ascolta di nuovo.
Avevo creato l’uomo e la sua donna immacolati – credi, credete ai primi capitoli della Genesi, o uomini protervi e stolti, insipienti che siete! Superbi, pieni di voi stessi. Che tristezza vedervi, mirarvi così, per Me! -. Però Adamo e sua moglie - già ricchi in felicità e profumati d’ogni vero bene desiderabile all’anima pura e al corpo forte ed immacolato - vollero sapere, e conoscere, e provare l’unica cosa non necessaria, l’unica realtà che non è, poiché non è, non esiste, in Me: il male, la malizia, il peccato. E da allora la terra germinò triboli e spine ai poveri figli di Adamo …

Ti sembro distaccato, troppo pacato in questi tristissimi annunci? Non ingannarti, Mia cara … La pacatezza è perché sono un Dio Giusto. Sono il Salvatore, certo, ma molti uomini vogliono e desiderano la Mia salvezza? Rispondi da te stessa,… Mia cara …

Ricordati: Io sono Dio, il tuo Dio Vero, e tu non ti inganni se getti la tua vita tutta intera fra le Mie braccia, nel Mio Cuore ardente, fiammeggiante Amore purissimo.

Un’ultima cosa …: per i peccatori - i più poveri di tutti - VERSO DI CONTINUO, NOTTE E GIORNO, LACRIME DI SANGUE NEL MIO TABERNACOLO.

Resta in Me. Ti benedico solennemente: nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen, amen, amen.”

 

 



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