2008-04-09

“Scrivi, o Mia diletta. Amen.”

 

“Sì, scrivi perché è URGENTE. Amen.

Scrivi per i Miei sacerdoti, per quelli tra i Miei unti amati che, più di altri, sono entrati nella grande orgia di Babilonia e vi partecipano ormai, o Mia diletta vittima e sposa, senza alcun ritegno né pietà. Non virtù di pietà cristiana verso di Me, Dio Eterno, Essere Infinito e Perfetto; non pietà misericordiosa verso il prossimo, usato per i loro sporchi fini; e nemmeno pietà verso se stessi, verso la propria anima, tant’è che l’ammazzano, la feriscono a morte col peccato mortale, ed anche più volte in un sol giorno, o Mia diletta. Amen.

E’ scritto: non tramonti il sole sopra la vostra ira e non date occasione al diavolo. Ora Io ti dico, amata del Mio Cuore fervente e Divino, che costoro sono tanti AMANTI DEL MALE, del peccato impuro, che non solo colgono le occasioni di tenebra che il demonio porge loro, persino sotto colore di virtù e di bene; ma par persino, per così dire, che si vadano inventando le tentazioni – ed i pericoli d’inciampo per sé e per gli altri – stoltamente felici di precipitarsi in esse come animaletti impazziti, che si gettano sprovveduti su di una falsa luce che li brucerà a morte.

Hai capito, diletta … del Mio Cuore di Uomo Dio? “Hai capito” non si riferisce, in questo caso, a  quanto t’ho appena detto, ma hai capito che devi pregare molto per questi sciagurati?

E’ scritto, e Io l’ho detto: guai al mondo per gli scandali! E che dovrò dirti quando a scandalizzare pesantemente sono proprio i Miei unti eletti – certi di loro – sia giovani che anziani?

Guai a quel Mio ministro che fa, con uomini o donne, ciò che neppure nell’Antico Testamento era da Me permesso! Tre volte guai a colui che abusa di un piccolo, di un minore, stuprandolo, levandogli l’innocenza e rovinando la sua infanzia, trascinandola e stortandola, con deviazione infame e vergognosa, verso un vero mare di peccati mortali amati e consumati! Infatti, quante volte Io, Cristo, Dio Vero, vedo che la vittima – una volta fattasi adulta – diviene a sua volta un carnefice!

O Mia diletta, i tre guai che pesano sul sacerdote pedofilo, vero figlio del diavolo e sua immagine autentica, rappresentano la triplice maledizione di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo. Amen.

Eppure, Mia cara e diletta colomba, Io – come già ti dissi molto tempo fa – sono MORTO PER REDIMERVI TUTTI.

Ed allora perché parlo ad uno che ha voluto diventare tanto sventurato che, se andrà avanti così malamente, meriterà l’Inferno ed il suo fuoco eterno? Proprio per questo parlo …: perché nel corpo non è ancora morto, mentre per quanto concerne l’anima sua immortale è un verminaio di molte colpe immonde. Amen.

Inoltre, Io, Gesù Cristo, Dio unico, sono il Dio Giusto, Colui che premia e rimunera il bene e castiga il male, il peccato volontario, Mia diletta vittima. Amen. E, dunque, Io che sono il solo Giusto e costituito – per il Mio perfetto olocausto – Vittima Vivente e Giudice Supremo dei vivi e dei morti, non posso – nel giudizio che è già in atto – trascurare, non tenere conto del gravissimo scandalo che, a sua volta, patì da piccolo il Mio sacerdote, che ora è giunto a questo supremo abbruttimento che è la pedofilia, a volte persino congiunta alla bestialità.

O Mia diletta sposa, quanto sono TRISTE, TRISTE, TRISTE a causa loro!

Almeno tu, come sposa sincera, consolaMi ed amaMi con cuore indiviso, ché lo puoi fare anche se sei sposata, e non vergine consacrata, purché tu non sia idolatra, e così il tuo cuore sia tutto Mio e del Padre Mio Celeste. Amen.

Io sono Cristo, cara, la Seconda Persona della Santissima Trinità, e vi benedico tutti.

La prossima volta continuerò questo discorso e Mi rivolgerò a questo Mio povero e tormentato figliolo – scrivi così, è più dolce. E, nonostante tutto, Io Bontà Suprema, voglio tuttora essere dolce con lui, dolce e vero, poiché Io sono Colui, l’unico, che sa persino mutare ciò che è amaro in dolcezza. Questo è uno dei segreti del Mio Cuore e della Mia Croce Gloriosa.

Va’ in pace, bambina, e segnati sempre, e così sarò con te e ti proteggerò da ogni male.

Sono il Cristo Dio tuo e Salvatore. Amen”.

 

 

Locuzioni interiori ricevute il 9 aprile 2008, dopo la Santa Messa, in chiesa.


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