2008-03-19

“Mia diletta, sono Gesù, il Cristo, il tuo Dio Vivo. Amen.

Sono qui stamani, ancora una volta, a te dinanzi per dirti il Mio Messaggio a favore dei sacerdoti. Amen …

I Miei diletti sacerdoti, le pupille dei Miei occhi divini fulgidi, o Mia diletta, sono per Me spesso motivo di sofferenza, se non per il peccato mortale, per la tiepidezza che alberga nei loro cuori e che li rende abitudinari, molli, tiepidi appunto, nelle cose Mie e nel Mio santo servizio. Amen.

O Mia diletta anima, anche per questo Io parlo: per cercare di ricondurli al primitivo fervore e a quell’amore che bruciava nel loro cuore, anche per l’entusiasmo giovanile, in quel tempo quando Io li chiamai a Me vicino. Amen.

Sarà dura però, Mia diletta, riscuoterli dal sonno stanco delle loro anime. Ciò può essere un dono che Io solo, nel Mio Santo Spirito, posso elargire. Ho bisogno però, Io che sono il tuo DIO VIVO, di preghiere VIVE, ARDENTI SUPPLICHE, elevate da tutti, ma segnatamente dai giusti, dai MIEI SANTI, e cioè coloro che hanno l’anima immortale VIVA alla MIA SANTA GRAZIA. Amen …

Il Cristo, Signore Crocifisso. Amen”.

 

 

Locuzioni interiori ricevute il 19 marzo 2008, Mercoledì Santo, dopo la Santa Messa, in chiesa.

 

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