2011-10-09 Messaggio del Sacro Cuore di Gesù alle Sue spose infedeli e alle donne che hanno abortito

“Oggi, o Mia sposa, vorrei parlare a delle persone che ho chiamato in modo particolare a rivestire l’abito nuziale (riferimento al Vangelo proclamato in questa domenica - XXVIII durante l’anno - secondo il Rito Romano: Matteo 22,1-14): le Mie amate spose. Amen.”

 

(pausa)

 

“Ora, o diletta, esse, certe fra loro, amen, non sempre hanno mantenuto integro nel corso di questa loro presente vita terrena quell’abito candido che Io avevo – con tanto Divino Amore – donato loro nel giorno splendido e memorabile nel Mio Regno dei Cieli, il giorno della Professione perpetua. Amen.”

 

(pausa significativa)

 

“Invece esse, spose da Me pur immensamente amate, Mi hanno tradito.

Sono giaciute con uomini in talami che sono sporcizia, che non sononon possono essere per loro, amen – il casto talamo di voi che siete sposati in Me – uomo e donna, secondo il Volere eterno di Mio Padre, Creatore vostro, amen – e che santi siete.”

 

“E così gli Angeli non disdegnano di posare i loro spirituali occhi sopra di voi, ed anche durante i vostri casti amplessi; amen.”

 

(pausa significativa)

 

“Esse, al contrario, o Sabrina, eletta Mia …, amen, prima Mi dissero che rinunciavano per sempre alla carne, fruita in modo disordinato, ed anche – rinunciavano – al grande bene del Matrimonio; e poi, invece, si sono ridate all’impurità, a quel vomito infernale che lucifero emette in eterno e per sempre dall’Inferno oscuro, e ciò per insozzare le anime viatrici che Io tanto amo, ed in special modo tutte quelle anime che Io ho chiamate in un modo particolare a vivere nella Mia santa casa: l’arca santa di un monastero e la casa religiosa per le Mie Suore di vita attiva, le quali fanno parte, appunto, di una Congregazione; mentre le Mie Monache – e le Romite – appartengono ad un dato Ordine Religioso; amen.”

 

(pausa significativa)

 

Suo silenzio, meditativo per noi.

 

“Ora, Sabrina: nessuno come e quanto Me, Creatore e Salvatore vostro amabile al sommo grado, conosce il cuore umano fin nei suoi recessi più profondi, fin nelle sue latebre più oscure … Io so che siete deboli, e fragili siete, o figli e figlie.”

 

“E non è certo sufficiente rivestire un abito religioso – sacro: sacro a Me, per ciò che esso rappresenta – o dei paramenti sacerdotali, per poter dire che si è rivestito da parte vostra l’uomo nuovo.”

 

“Ora Mi rivolgo a queste Mie spose infedeli e ferite – che il demonio ha ferite, col consenso della loro libera volontà, amen – e dico loro: Figlie Mie! Cosa avete fatto? Avete cercato nell’onanismo, nella fornicazione sacrilega, nella lussuria con i suoi eccessi e le sue sozzure diaboliche – sì, di cui è perfido e seduttore maestro satana stesso – la GIOIA.”

 

(pausa)

 

“Ma, sinceramente, diteMi: l’avete trovata?”

 

“O non è piuttosto vero che, così facendo, vi siete sentite sporche – sì, sozze di peccato – e che il dono mirabile della pietà - che molte fra voi avevano da Me nel tempo precedente la prima vostra rovinosa caduta in qualità di anime a Me specialmente consacrate, amen – si è poi miseramente estinto, o comunque alquanto affievolito?...”

 

(pausa significativa)

 

“E così i vostri doveri religiosi sono diventati, a differenza di prima – quando vivevate nella Mia Santa e Divina Grazia, amen – molto pesanti, e per certe di voi addirittura insopportabili. Amen.”

 

(pausa)

 

“Ma riflettete, o Mie care: non Io sono cambiato – ché sono sempre per voi il vostro Dolce Amoroso Sposo – bensì voi Mi avete voltato le spalle …”

 

(pausa)

 

“E che cosa posso dirvi quando Io, coi Miei purissimi occhi di Giglio Immacolato e Divino, ho dovuto mirare come, in certi casi, i vostri amplessi indegni siano stati commessi con altra anima a Me specialmente consacrata – un sacerdote o un religioso - … oppure fin anche giungendo ad uno dei supremi abbruttimenti del sensualismo corrotto di satana, che è il commettere azioni nefande e sommamente indegne con persone – o persona – dello stesso sesso?...”

 

(pausa)

 

“Non voglio, o Sabrina, neppure nominarle queste azioni, perché oggi il Mio Cuore piange …”

 

- Gesù mio, Ti prego, abbi misericordia di loro! -

 

“O diletta! Se sulla terra non vi fossero più anime giuste e caste …, già da tempo il mondo – molte delle sue nazioni – sarebbe sprofondato in una voragine orrenda di fuoco, fumo e acqua; voragine scavata misticamente dalla profondità abissale e satanica delle sue GRAVI – E GRAVISSIME – COLPE. Amen.”

 

(pausa significativa)

 

“E ancora una parola voglio oggi dirti, o Mia diletta anima e sposa … Questa parola la rivolgo alle donne – ma dovrei dire femmine, perché una donna vera ai Miei occhi celesti e divini non fa simili azioni – alle donne, dunque, che hanno VOLONTARIAMENTE ABORTITO IL FRUTTO DEL LORO SENO.”

 

“Ad esse dico: figlie. Dove è andato a finire quel povero corpicino maciullato e distrutto? Sì, DISTRUTTO DA VOI e da quegli altri ASSASSINI come voi che vi sono stati complici in un tal crimine; uno dei più abominevoli ed INGIUSTI – poiché il piccolino non può difendersi – al cospetto di Dio, Mio Eterno Padre, e della Nostra Santissima Eterna Maestà Divina.”

 

“O figlie! Gettatevi pentite – e presto! – ai piedi di chi in Mia vece vi può assolvere da delitti così grandi!”

 

Nota: qui ho percepito che il Divino Maestro ha detto “delitti” (al plurale) e non “delitto” (al singolare) in riferimento al fatto che ci sono donne che più volte nel corso della loro vita hanno abortito.

 

(pausa significativa)

 

“Sabrina, piango … altro da dirti … non voglio, non voglio più parlare …”

 

“Pregate, figli cari: pregate, pregate, pregate …”

 

“Sono Cristo nel Santissimo Sacramento. Amen”.

 

 

Locuzioni interiori ricevute domenica 9 ottobre 2011, durante un’adorazione alla Santissima Eucaristia.

 

 

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