2008-03-27

“O Mia diletta, scrivi … Amen.

Ti parlo, ancora una volta, per i sacerdoti; per i MIEI sacerdoti, i Miei unti. Amen.

Non siamo, o Mia diletta sposa, nella novena della Divina Mia Misericordia e nei giorni gloriosi dell’Ottava di Pasqua? In verità, in questi giorni benedetti e santi, la Mia Misericordia scorre a fiumi dal Mio Cuore trafitto ed amantissimo. Amen.

Pertanto, diletta Mia, voglio rivolgerMi direttamente al Mio unto, al Mio servo, al Mio sacerdote regolarmente ordinato, e dirgli così: Mio eletto figlio, Mi rivolgo stamani, nel giorno sacerdotale (nota: giovedì), soprattutto a te che vedo più costretto entro i vincoli mortali della colpa grave. Anche ora, sì, anche ora, purtroppo, mentre Io, varcate ormai le soglie oscure di morte – che ho reso per voi sorella, e non più matrigna – già sono entrato – per il vostro bene – in una VITA NUOVA ED IMMORTALE, nel COMPIMENTO PERFETTO DEL PIANO ETERNO E SALVIFICO DI DIO PADRE MIO DOLCISSIMO, PER L’UMANITA’ SOFFERENTE E PECCATRICE. Amen.

Io già sono in pienezza ciò che voi, figli cari, sarete un giorno; se Mi rimarrete fedeli. Amen.

Mio unto amato, parlo proprio a te che vedo più insozzato dalla colpa, più inceppato nella schiavitù vergognosa della carne, e cioè del peccato impuro e della frequente fornicazione con le meretrici.

Figlio, o caro figlio Mio! Sacerdote.

DamMi la mano piagata dalla colpa orrenda, che ti ha ucciso alla MIA VERA VITA, quella che ti avevo comprato col Sangue Mio purissimo. Amen. Le Mie Piaghe gloriose – perché AMOROSE – ripareranno, rimargineranno, guariranno le tue vergognose ed empie, vero frutto e conseguenza spirituale del tuo egoismo assecondato. Amen.

O figlio! Guarda e ricordati che l’Eterno Divino Padre Mio non ha voluto risparmiare Me, Cristo Dio, affinché tu potessi assiderti glorioso, quasi come un Dio, alla Sua destra. Amen.

Com’è che ora, proprio in questi giorni gloriosi e luminosi al sommo – illuminati dalla Mia travolgente e definitiva VITTORIA – Io ti vedo che giaci nelle tenebre e nella vera ombra di morte? O figlio, amato del Mio Cuore Divino e umano, riscuotiti presto!

Io sono qui, ancora, per dirti che, in questi giorni luminosi e beati, tutti gli sbocchi della Mia Divina Misericordia sono aperti per te, e che Io, Cristo e Fratello tuo dolcissimo, TI ASPETTO, CARO. Ti sto aspettando, Mio unto e servo peccatore: torna PRESTO da Me, dalla VERA VITA, dal BENE … prima che sia troppo tardi, o figliolo! Amen.

Che non abbia ad accadere anche a te, eletto Mio, ciò che avvenne – la sorte sciagurata – delle cinque vergini stolte, le quali giunsero colpevolmente sprovvedute e in sommo ritardo al Divino Appuntamento, e così furono ESCLUSE PER SEMPRE dal convito nuziale dello Sposo Divino, quello vero, quello eterno. Amen. Non sia così anche per te, Mio unto amatissimo, dopo tanti DONI DI GRAZIA IMMENSA. Amen.

Concludo così … serva amata, sposa e vittima, confidente del Mio Cuore sofferente anche in questi giorni di gloria in Cielo: venga, venga presto il Mio unto all’incontro amoroso e misericordioso al sommo con Me, Fratello maggiore e primogenito, Gesù di Nazaret!

Caro figlio amato e diletto, sto alla porta e busso: affrettati ad aprirMi, per il tuo stesso bene; e così noi ceneremo insieme, secondo il Mio ardente divino desiderio di mangiare la Mia Pasqua con te, eletto Mio sacerdote. Quel convito di salvezza eterna dove Io, in verità, sono l’unico Agnello Divino immolato, la VERA VITTIMA DI ESPIAZIONE PER I PECCATI DI TUTTO IL MONDO, L’OLOCAUSTO PERFETTO E DEFINITIVO DI DIO, CELESTE PADRE. Amen.

… Il Cristo Vincitore perfetto. Amen, amen, amen”.

 

 

Locuzioni interiori ricevute il 27 marzo 2008, durante un’adorazione eucaristica.

 

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