2011-08-21 Conforto di Gesù ai sofferenti e Sua richiesta del digiuno al venerdì

E’ da poco iniziata l’adorazione al Santissimo Sacramento. Mentre, con la Corona nella mano destra, sto facendo il segno della Croce di inizio del Santo Rosario, dicendo: "Deus, in adiutorium ...", sento nel mio cuore:

 

“O diletta, ascoltaMi.”

 

Poco dopo:

 

“O diletta!

Io oggi vengo a parlarti, seppur brevemente, perché voglio confortare i Miei figli, e in specie tutti i Miei figli e le Mie figlie sofferenti. Amen.”

 

(breve pausa)

 

“Io voglio rivolgerMi oggi, giorno del Mio trionfo splendido, a ciascuno e a ciascuna di loro, e voglio dire: Figlio Mio! Figlia Mia! CORAGGIO! Io per Primo sono il Sublime e Divino Sofferente; ma Io, Dio, per te, uomo/per te, donna, ho fatto nel Mistero Pasquale questo IMMENSO PRODIGIO DI AMORE: ho reso dolce ciò che era sommamente amaro: il DOLORE, castigo del peccato. Amen.”

 

(pausa significativa e meditativa per noi che leggiamo)

 

“O figlio/o figlia: ora Io, tuo Dio Eterno – ed annichilito oltremodo nell’Ostia e sulla Croce gloriosa, amen –, voglio aver bisogno di te, e ti chiedo di offrirMi con generosità le spine dei tuoi dolori, e di perdonare coloro che – anche molto, molte volte … - ti hanno fatto del male, moralmente o persino fisicamente; amen.”

 

(pausa)

 

“Ho bisogno, figlio/figlia Mia, del tuo patire per asciugare – qual soave ed amoroso balsamo sul Mio Cuore trafitto dall’enormità di moltitudini di colpe orrende, amen -, ho bisogno del tuo dolce patire - sì, poiché in un’unione d’amore con Me - intensa unione, amen - persino il dolore si muta in dolcezza - ne ho bisogno, dunque, per asciugare quelle Lacrime sanguigne che Mi sgorgano dagli occhi divini perennemente – misticamente, amen – e per accrescere a te i meriti in vista del Cielo, amen.”

 

“Infatti, GRANDE è l’amore di chi offre il suo dolore per amore a Me, ed a verace redenzione dei fratelli e delle sorelle lontani – nel loro cuore lontani … - dall’Ovile Santo, Corte celeste in terra: la Mia Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana. Amen.”

 

(pausa significativa)

 

“Per ora concludi così, o diletta cara anima …: desidero lanciare in modo particolare oggi un appello alle persone anziane affinché preghino di più e bene; perché non siano ciarliere e pettegole; perché non siano dedite al vino o al mirare spettacoli immorali e sommamente indegni della loro canizie. Amen.”

 

“Inoltre, invito caldamente – con quel Fuoco di Amore Eterno che Mi arde perenne nel Cuore, amen – tutti i Miei figli e le Mie figlie sani – di corpo – a digiunare al venerdì – ogni venerdì, escluse le solennità, amen – in riparazione dei molti peccati, per implorare la grande grazia della PACE su questo povero e misero mondo, e soprattutto a gloria del Mio Amore Crocifisso e Glorioso, che si esprime perennemente nella Mia Reale Presenza Eucaristica, in molte chiese vuote ed in certi luoghi immondi dove MI BUTTANO  coloro che Mi odiano … poveri figli!”

 

 

Mentre Egli mi dettava le sante parole qui sopra riportate, ho percepito che il Sacro Cuore di Gesù annette grande importanza a questa richiesta di DIGIUNARE che Egli ora ci ha rivolto.

Per quanto concerne in quale modalità concreta vivere il digiuno, come vedete, qui Gesù Maestro non lo ha specificato.

E’ fuor di dubbio che il digiuno comprenda sempre l’astensione dal mangiare carni (cioè il magro).

Si può vivere il digiuno in quella forma che la Madre Chiesa ci chiede nel Mercoledì delle Ceneri (primo Venerdì di Quaresima per noi Ambrosiani) e nel Venerdì Santo: una o, al massimo, due refezioni a cui se ne aggiunge una leggera; senza mangiare nulla fuori dai pasti.

Oppure, esprimendo per amore a Lui e alle anime una maggiore generosità nel sacrificio, viviamo il digiuno a pane e acqua.

 

 

“Va’ in pace …”.

 

 

Locuzioni interiori ricevute domenica 21 agosto 2011, durante un’adorazione al Santissimo Sacramento.

 

 

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