2008-02-28

“Mia diletta serva e vittima, scrivi, ancora una volta, per i Miei unti. Amen …

Ed ora, cara, veniamo, ancora con bontà e pazienza grande, ai Miei servi eletti, i sacerdoti, ministri del Mio altare santo. Amen …

Ed ora a Me e a te, Mio unto consacrato PER SEMPRE: è giovedì notte. Quanto soffro, Mio caro! (nota: anche a causa dei riti satanici) E tu, a quest’ora, cosa fai? PREGHI? O Mio unto, tu hai una grazia ed una concreta possibilità che molti altri non hanno: prendi la chiave, apri la porta della chiesa, la MIA casa santa, e fermati, in questa notte per Me di estremi mistici supplizi, a tenerMi compagnia.

Mio diletto! Gli uomini e le donne del tuo tempo Mi trafiggono SENZA PIETA’, SENZA RITEGNO, NE’ RISPETTO ALCUNO, NEPPURE MINIMO, VERSO LA MIA PERSONA ADORABILE, coi loro adulteri, le loro bestemmie, i loro aborti, i loro furti, le loro chiusure alla vita – umana e soprannaturale - … almeno tu, siiMi fedele, caro sacerdote amato!

Ti vedo spesso solo, ed anche oppresso dalla solitudine … ma vieni a Me, Mio caro! Per quanto tu possa cercare, e persino affannarti a tal fine, sotto il cielo non potrai MAI trovare un Amico come Me, nel Cuore del quale versare il TUO CUORE DI UOMO E MIO UNTO, con tutte le sue gioie ed esultanze, i desideri e le speranze, le angosce e le croci sofferte di ogni giorno.

O Mio unto! Te lo ripeto: VIVI PER IL CIELO, LA VITA DI QUAGGIU’ PASSA PRESTO!

E RICORDATI, infine, che legate a te e alla tua carità di pastore zelante – come Io desidero tu sia – ci sono MOLTE anime immortali. Non deluderMi, figlio amato! Amen.

Per ora va’ in pace. Amen … Il Cristo tuo Dio”.

 

 

Locuzioni interiori ricevute il  28 febbraio 2008, dopo aver partecipato alla Santa Messa, una volta rientrata a casa.

 

 

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