2008-04-25

“Scrivi, o Mia diletta. Amen.”

 

“Sono il tuo Gesù, il tuo Cristo Salvatore … e stamani vengo a te per continuare il Mio santo discorso sulle e alle anime religiose consacrate a Me per sempre. Amen.”

 

(pausa)

 

“Ora, diletta anima Mia … Io vengo anzitutto a chiedere alle Mie spose - quelle che hanno il santo dovere e diritto di RICEVERMI OGNI GIORNO - COME, di fatto, ciò avvenga: con AMORE ed ARDORE AMOROSO? O con tepidezza? O per abitudine? O con stanchezza interiore, addirittura delle volte; stanchezza determinata, delle volte appunto, da uno stato di peccato grave che si protrae nell’anima, per la qual cosa tu, o Mia sposa eletta e a Me cara, faresti anche volentieri a meno di riceverMi, di mangiare di Me nell’Ostia Santa?”

 

(pausa)

 

“O Mia diletta, RISCUOTITI PRESTO da questa apatia dannosa e mortifera, da questa accidia spirituale e velenosa che ricopre, imbriglia e paralizza il tuo spirito religioso … ahimè! Prima che per te, cara, Mia cara, sia tardi e tu rimanga cacciata fuori, come una delle vergini stolte ed insipienti. Amen.

Ed ora, Mia diletta colomba, purtroppo non più così bianca … vengo a dirti: come vivi attualmente la tua castità, quella stessa che Mi hai promesso con VOTO SOLENNE? Magari non tocchi alcun uomo – o donna che sia – e questo c’è da augurarselo, almeno – ma pensi, o sposa eletta, che a Me, tuo Divino Sposo Celeste, possa bastare questo come segno vivo ed efficace della tua fedeltà indivisa a Me, Cristo? Non di certo, cara, Mia cara! Ti ho costituita Mia sposa eletta e vergine perché tu, fin da questa vita mortale ed effimera, imiti l’immacolata e purissima condotta degli Angeli Miei nel Mio bel Cielo, quello che ho preparato anche per te, Mia diletta sposa e amica. Sì, amica, se però ti sforzi veramente – ogni giorno, ogni ora – di imitare l’immacolata e perfettissima vita casta e vergine di Me, Agnello Immolato di Dio. Immolato, cara sposa, non solo sulla Croce, ma per la purezza, l’obbedienza perfetta; il puro amore al Padre Mio e vostro, che così volle e decretò che fosse per Me, Cristo Redentore, a vostro esempio e per la vostra salvezza. Amen.”

 

(pausa)

 

“Ora, per concludere, colomba Mia e dilettina – sposa - facciamo insieme, nello Spirito Santo, un breve esame di coscienza, nel quale vedere come in uno specchio – quello della Mia Verità Eterna – se va veramente tutto bene nella tua anima e nella tua vita a riguardo di questa virtù, la CASTITA’ – per te – PERFETTA: non credi, cara, che si possa toccare non solo con le mani e la bocca, ma anche con gli occhi bramosi di sregolato e passionale desiderio, e che questo costituisca già un grave peccato per te, specie poi se fatto con piena avvertenza e premeditata malizia? Non credi che conservare nella tua cella qualcosa – pur piccola – che appartenga a qualcuno verso il quale hai e nutri un affetto in certo modo disordinato, costituisca già una colpa, un attaccamento indebito e contrario alla fedeltà a Me dovuta? Non credi, o tu, sposa Mia, che trattenerti a conversare con quell’uomo, con quella data persona che ti attrae a sé in modo sbagliato – poiché tu sei tutta Mia, Me lo hai promesso – sia sbagliato ai Miei occhi divini e contrario alla Mia Santa Legge?

O Mie spose, vi dico, con Autorità Divina ed Amorosa nei vostri confronti: vi prego, non lasciatevi ingannare dai falsi maestri e profeti, ché MOLTI ne sono sorti in questi tempi, e che vi insegnano – in certi cosiddetti corsi di aggiornamento che Io, per la maggior parte, trovo DETESTABILI – che vi insegnano, Mie spose  - e magari questi tali hanno anche veste da prete, e così il demonio vi inganna meglio e più facilmente, soprattutto le più ingenue e sprovvedute tra voi – dicevo, che vi insegnano – quei figli del diavolo menzognero e falsi profeti, non certo Miei – che certi toccamenti ed abbracci fra persone consacrate in uno stesso luogo non solo sono leciti, ma – “Che diamine!” dicono essi – addirittura raccomandabili, e che essi non vanno minimamente a scapito della vostra purezza, e che anche in questo consiste la vera fraternità (?!). In fin dei conti, siete donne, no? e non Serafini del Cielo. O Mie dilette, NON LI SEGUITE! NON LI ASCOLTATE! Poiché, così facendo, vi trovereste presto imbrigliate nei lacci mortiferi della carnalità e della lussuria … e anche nel caso doveste riuscire in seguito – con molta difficoltà – a svincolarvene e liberarvene, ve ne resterebbe un’acutissima pena da soffrire dopo la morte nel Purgatorio, il Mio ospedale … ed Io che MOLTO VI AMO, vorrei preservarvene, o anime vergini – chiamate da Me ad esser tali – a Me CONSACRATE. Amen.”

 

(pausa)

 

“Un’ultima cosa ho da dirvi Io, Cristo Dio, stamattina: fuggite le occasioni pericolose sempre, poiché se scherzate scioccamente col fuoco della passione e della tentazione – Io ve l’assicuro – prima o poi voi cadrete in esse e vi brucerete l’anima. Amen.

Inoltre, infine, vengo a ricordarvi che l’anima religiosa, che ha contratto mistiche nozze con Me mediante la professione solenne dei tre – o più – voti, è tenuta per l’alta condizione, in cui Io stesso l’ho posta con gran Benevolenza Divina,  a TENDERE ALLA PERFEZIONE DELL’AMORE CRISTIANO, A ME – DIO – E AL PROSSIMO – a tutti i prossimi, Mie dilette – sotto pena di peccato mortale. Amen.”

 

(pausa)

 

“O Mie dilette spose, vi benedico!

Presto tornerò da questa Mia dilettina, da questa Mia bambina ed amabile segretaria PER VOI, Mie care. Amen …

Il Cristo. Amen”.

 

 

Locuzioni interiori ricevute il 25 aprile 2008, dopo la Santa Messa, in chiesa.
 

 

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