2008-04-13

“Scrivi … Sì, scrivi per il Mio ministro perverso. Amen.

Oggi, stamattina, è proprio per lui, come ti avevo promesso, che sono qui realmente presente innanzi a te, e ti parlo. Amen.

Anzitutto, come VERO UOMO e Dio tuo, voglio dirti questo: ho bisogno Io, il tuo Signore, Dio e Maestro Divino, di molte preghiere ARDENTI  e VIVE – da parte delle Mie vittime – per cercare di ottenere presto la tanto – da Me – desiderata conversione di questi Miei falsi pastori, TANTO SVENTURATI, o diletta, diletta del Mio Cuore amante e purissimo! La sola preghiera, però,… da parte vostra, Mie vittime consacrate a Me fin dal Battesimo, non può bastarMi, poiché le colpe e gli scandali di cui costoro sono accusati al Mio Cospetto Divino e Santo sono MOLTO GRAVI ... Amen.

E’ necessaria, ora, dunque, una spirituale e VERA CROCIATA di SACRIFICIO da parte delle Mie care vittime e di tutti i VERI cristiani, e gli uomini e le donne di buona ed onestà volontà, per RIPARARE la marea ed il fango di crimini tanto grandi ai Miei occhi divini fulgidi. Amen.

… Ora, come promesso, proprio in questo giorno radioso in onore di Me, Buon Pastore Santo, vengo a parlare al cuore sciagurato e MORTO, all’anima derelitta e puzzolente – come margherita fradicia – del Mio sacerdote pedofilo. Amen.”

 

(pausa)

 

“O Mio caro figlio: oh sì! Quanto Mi sei costato CARO! E lo sai bene – in quanto sacerdote consacrato a Me nella Chiesa Cattolica e conoscente le Divine Scritture – che sei stato acquistato NON a prezzo di cose corruttibili – come argento, oro e le perle della terra – ma col Mio Purissimo Sangue.

O Mio diletto - sì, un tempo Mi amavi – sei stato pagato CON TUTTO IL SANGUE DIVINO DI UN DIO CHE SI E’ INCARNATO PER TE, PER TUO AMORE INEFFABILE, abbracciando la tua bassezza per poterti donare un giorno la sublimità del Suo Divino Amplesso in Cielo, e la partecipazione  alla Mia Vita Divina – in germe fin dalla vita di quaggiù e nel fiore della gloria – se però, Mio caro ministro e sacerdote, tu rimani – con grazia e buona volontà – sotto l’impero pacifico, e veramente beatificante l’uomo viatore, della Mia Grazia Santificante. Amen.

Ora, caro, però, mentre ti parlo e guardo l’anima tua sciagurata ed infedele, MACCHIATA al Mio Cospetto Santo, non è certo questa la tua situazione esistenziale, e non da un giorno, purtroppo, caro figlio Mio.

O figliolo, vediamo insieme, almeno in sintesi, come s’è sviluppata fino ad oggi la trama della tua vita. O Mio caro, ti rivedo bambino: un bambino violato, purtroppo, da un adulto e, a volte - Mi dispiace il dirlo -, anche un sacerdote regolarmente ordinato in seno alla Mia Chiesa santa e peccatrice. Cosa lasciò in te, caro figlio, quella sconquassante e GRAVEMENTE scandalizzante esperienza? Lo so bene: purtroppo, un misto di disgusto e di piacere, un insieme di rigetto e di consenso nella tua volontà. Il libero arbitrio era stato ferito ed enormemente indebolito da questo atto turpe fatto su di te e da te subito, sotto certi aspetti, tuo malgrado. E così – se pure già non c’era almeno in qualche modo, almeno in germe – cominciò a fiorire in te la venefica pianta dell’umana e diabolica malizia carnale. Il veleno della triplice concupiscenza era stato ormai – da uno o più uomini empi – inoculato nelle vene spirituali della tua anima, e tu giacevi morto o semivivo – a seconda dei casi – a terra.

Certo, il maligno, usando di falsi pastori e maestri, ladri e veri briganti, ti aveva derubato del Mio candido e prezioso dono: L’INNOCENZA DEL CUORE, o uomo. Tu, creato a Mia immagine e somiglianza, d’un tratto sei caduto dalle stelle della tua infanzia e della purezza – così come dev’essere – nelle stalle dei maiali del mondo, quegli impuri e bestiali però che, se non si convertiranno PRESTO, avranno in eredità non il Cielo, ma l’Inferno eterno. Amen.

O Mio caro, il Battesimo – lo sai – lava e toglie e cancella da voi Cristiani la macchia orrenda del peccato originale, quella deformità spaventosa ed aberrante che la prima colpa dei vostri progenitori a Me infedeli ha lasciato come triste eredità in ciascuno di voi, in ciascun essere umano, cristiano o meno. Ma il Battesimo – per il sommo rispetto che Dio, Mio Padre, ha per l’uomo creato libero e per le sue scelte – NON cancella né toglie la triplice concupiscenza e la innaturale vostra tendenza al male morale, al peccato, all’egoismo – vera negazione di Dio – Essere Perfetto in Comunione – e della vera natura dell’uomo, Sua creatura prediletta. Amen.

O uomo, o bambino, ormai il veleno della lussuria era entrato in te, per mano d’altri, e tu ne eri rimasto stordito e – piacevolmente – attossicato. Parlando al modo umano, come quando ero sulla terra, da VERO Fratello a fratello, ti dico: Mi ricordo di te ogni momento e ti rivedo presentemente combattuto e lacerato, in quei primi anni della tua vita, fra il peccato e la giustizia; fra il piacere impuro ed il piacere di stare con Me, occupato nelle cose Mie e nella preghiera.

O figlio! Che misera esperienza fu quella, che ferita mortale fu inflitta al tuo spirito bambino!

Eppure Io, Vero ed Unico Pastore, con Gran Misericordia – com’è proprio e distintivo del Mio Divino Cuore – sparsi in te, nel cuore malato, i Miei semi, quelli della sacerdotale vocazione.

 

(pausa)

 

“O figlio, tu crescesti e, purtroppo, crescevano – con te ed in te – anche le tue colpe impure, da solo o con altri, tant’è che in breve - nel breve corso di pochi anni - divennero innumerevoli.

Io però, Gesù Cristo, fedele Amante e divinamente geloso di te – della tua anima, che avevo comunque prescelta ad essere Mia in modo tutto particolare – non smettevo di chiamarti: nel cuore  e nella tua coscienza, o figliolo, ti facevo chiaramente avvertire la miseria ed, in certo modo almeno, la nausea per la via larga e molto miserevole che avevi imboccato.

Ti vedo: ti confessavi; eri pentito; sì, in qualche modo almeno lo eri; ma poi di lì a poco – qualche giorno, qualche ora persino – tornavi a ricadere, attratto falsamente dai dolciastri lacci della voluttà carnale, che però strozzavano – ogni volta di più – la tua anima …

 

O diletta, per ora termino qui, ma proseguirò in seguito a parlare a questo Mio povero figliolo smarrito: Io sono il Buon Pastore e VOGLIO cercarlo … anche se, lo sai vittima, questo Mi procurerà nuove e mistiche ferite. Non importa, cara, purché egli si salvi.

Va’ in pace, colomba Mia.

 

Sono l’Agnello Divino, Vero e Pasquale, sgozzato senza pietà per voi tutti.

Sono il Pio Pellicano; sono il Pastore del gregge del Padre.

Sono il Mistico Giglio della Infinita Purezza, e ti benedico.

Sono il tuo Sposo Celeste e Divino.

 

Ti raccomando …: prega e pregate molto e di cuore, Mie vittime. Amen.

Il Cristo Dio. Amen”.

 

 

Locuzioni interiori ricevute la Domenica del Buon Pastore – Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni - 13 aprile 2008, durante un’adorazione eucaristica.

 


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