2008-02-24

“Scrivi, o Mia diletta. Amen.”

 

“Sono Dio Padre, il tuo – e vostro – Creatore, diletta. Amen.

Vengo stamani brevemente a te, che hai appena ricevuto il Corpo Sacratissimo di Mio Figlio Gesù, l’Eterno Mio Amato, per dirti, per rivolgerti, per confidarti una parola Mia santa e misericordiosa per tutte le Mie dilette spose, le claustrali: quelle colombe, e ferite, e sante che Io amo incommensurabilmente.

O diletta, a ciascuna di loro, Mie care vergini consacrate, Io dico: cara sposa e bambina Mia dolcissima, ti ho chiamata più vicina a Me e al Mio Figlio Benedetto, strappandoti dai prati del mondo – che contengono anche erbe velenose – per trapiantarti con gran diletto e Misericordia nelle Mie mistiche aiuole scelte. Amen. SiiMi, riconoscente, cara! Poiché non ti ho eletta perché tu fossi – o sia tuttora – sempre la migliore delle donne che vivono sulla terra. Amen. E’ stato solo il Mio gratuito e traboccante Amore Eterno, Pura Misericordia Divina Infinita, a far questo, a render possibile questo fatto di grazia immensa: la tua chiamata, cara, che hai risposto e ti sei volontariamente reclusa per amor Mio e delle anime immortali.

Oggi ti dico: lascia sempre più te stessa e troverai ME, Vero Dio Vivente. Amen.”

 

(pausa)

 

“Un pensiero di riflessione voglio lasciarti, cara sposa reclusa PER AMORE al Cristo Mio Figlio: in verità, ti dico, col Cuore Divino in mano, che l’anima tua può essere ferita in due differenti modi, o colomba adorata, uno positivo e l’altro negativo: tu puoi, o sposa eletta, essere ferita, trapassata, infuocata dalla spada dell’Amore del Mio Figlio, il Cavaliere vincitore e glorioso dell’Apocalisse, Colui che farà giustizia in eterno; oppure puoi essere ferita, o diletta anima sposata a Mio Figlio, per configurarti sempre più strettamente a Lui, portando a piena maturità l’albero interiore e mistico del tuo Santo Battesimo coi tuoi tre – o più – voti professati fedelmente. O colomba, dicevo, puoi anche essere ferita dal male, dal peccato, dagli affetti disordinati a qualche creatura – magari, delle volte, una consorella, che abita la Mia casa santa con te.

Non dirò per ora di più, se non che è caldo e forte e veemente il Mio invito di Padre Amoroso, affinché tu ti penta del male commesso, te ne confessi ad un Mio ministro ordinato e MUTI VITA, come, in verità, mutasti d’abito quando entrasti nell’arca Mia santa della vita religiosa. Amen. Cara figlia, eletta della Mia Pietà Divina, non per fare il male Io t’ho chiamata qui! Ma per servirMi in letizia e pace, due doni interiori del Mio Spirito, che il mondo non può conoscere – perché non Mi ama, amen – e che tu, cara sposa, potrai ottenere nella vita in clausura SOLO mediante l’amorosa purificazione di te stessa – ad opera Mia e tua – e crescendo sempre più, ogni giorno che ti concedo di passare e vivere nella Mia amorosa prigione, nel santo abbandono alla Mia Divina Volontà. Amen.

Vedi, parlo a questa colombina nel cuore, con la locuzione interiore, ma, in verità, parlo – nella fede e con la fede, e mediante la coscienza – ad ogni cuore umano ancora disposto ad ASCOLTARMI.

RICORDA, cara: Gesù sia l’Unico tuo Amato! Solo per Lui serba tutte le tue dolci parole ed INTATTO TUTTO IL TUO CUORE DI VERGINE CASTA, PROMESSA IN SPOSA AL CRISTO MIO FIGLIO PER L’ETERNITA’.

Benedico!...

Il Padre. Amen”.

 

 

Locuzioni interiori ricevute il 24 febbraio 2008, durante un’adorazione al Santissimo Sacramento.
 
 
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