2008-06-22

“Scrivi, o Mia diletta serva ... Amen.

Fa’ sapere presto ai Miei sacerdoti - quelli regolarmente ordinati in seno alla Mia Chiesa Santa, Cattolica ed Apostolica - che una Santa Messa festiva, Domenicale, da loro celebrata in 30-35 minuti – e talora, da alcuni, persino meno – non merita ai Miei occhi divini fulgidi il nome di Divino Sacrificio devotamente e fervorosamente celebrato. Amen.

Inoltre, voglio ora aggiungere questo: non pretendo da tutti i Miei preti la perfezione contemplativa che questo Mio santo monaco ha dimostrato poc’anzi, ma a tutti quelli dei Miei unti – segnati da Me – che celebrano affrettatamente e con palese negligenza spirituale – di vita interiore – oltretutto scandalizzando i fedeli devoti, impigrendo ancor più i già tiepidi ed accidiosi, e BANALIZZANDO in tal modo il MIO SACRO SUPREMO MISTERO – Io, Gesù Cristo, Re e Sposo Sommo e Sapiente della Mia Sposa Santa, la Chiesa, dico: ravvedetevi perché siete divenuti sale scipito e la vostra luce – certo, quella interiore – si è mutata in tenebra; e così non potete illuminare e riscaldare di Sapienza PIU’ NESSUNO. E, per conseguenza, la moltitudine delle Mie pecore vaga sbandata qua e là, nei pascoli selvaggi e velenosi del mondo infido. Amen.

 

Diletta, per ora ho finito … Di cuore ti benedico … Amen”.

 

 

Locuzioni interiori ricevute domenica 22 giugno 2008, durante un’adorazione al Santissimo Sacramento.

 

 


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