2011-09-18 Il Signore chiede giustizia per le Adorazioni Riparatrici vietate nella Diocesi Ambrosiana

All’inizio dell’adorazione al Santissimo Sacramento, odo nell’anima:

 

“O diletta, Io sono Cristo.

Prendi e scrivi. Amen.”

 

(pausa significativa)

 

“E’ giunto ora, o cara, il momento di dire alcune cose importanti: di renderle pubbliche, sul Mio Sito prezioso, per Mia esplicita Volontà. Amen.”

 

(pausa)

 

“Tu, o diletta cara, non violi alcuna promessa, ma Io sono libero – per i Miei motivi superni, amen – di dire ciò che voglio. Amen.”

 

Pausa, a cui fa seguito un Messaggio privato.

Poi il Signore Gesù prosegue:

 

“Ed ora veniamo oggi, o Sabrina, al contenuto da rendersi pubblico – sul Mio Sito prezioso – di questo Mio importante dettato a te rivolto, e alla tua anima casta – per Mia grazia, amen – in modo particolare … amen.”

 

(pausa significativa)

 

“E’ vero o no, Sabrina, che sono in vostro possesso – tuo e di tuo marito dinanzi a Me Angelo – scritti, anche semplici, a voi inviati da parte di alcuni eminenti Cardinali e di Vescovi di Mia Santa Romana Chiesa?”

 

- Sì, è vero, Signore. -

 

“E’ vero che essi sono firmati di loro propria mano?”

 

- Sì, è vero. -

 

“E quando sono stati scritti, o diletta anima?”

 

- Negli anni più recenti, o Signore Gesù. -

 

“Allora vuoi dire, o diletta, che quando essi furono da Loro rispettivamente a voi inviati il Mio Sito prezioso esisteva già?”

 

- In parte li abbiamo ricevuti che il Sito non esisteva ancora, o Signore, se non nella Tua Mente e nel Tuo Cuore Sacratissimo; in parte sono stati a noi inviati mentre il Tuo Sito già era stato aperto al mondo. -

 

“Bene, o diletta.

Perché pubblicamente non ne hai mai parlato, e neppure durante cattive campagne diffamatorie che si sono svolte contro i Miei stessi Messaggi e contro le vostre persone a Me care, anche nel corso di questo stesso presente anno?”

 

- Non ne ho mai parlato pubblicamente perché questo, Signore, reputo che sarebbe stato un comportamento non improntato ad umiltà; ed inoltre io ho promesso a queste persone della Gerarchia ecclesiastica che avrei conservato con riservatezza questi loro scritti. -

 

“Bene, o diletta. Bene hai fatto, per Mia grazia, ed agendo in conformità al Mio Santo Divino Spirito e secondo le indicazioni confermate a te dal tuo stesso padre spirituale.

Infatti, se tu avessi seguito la via larga del cattivo orgoglio, avresti potuto, o diletta cara, come si usa dire, spiattellare questi loro scritti dinanzi a tutti a tua difesa e a difesa dell’esperienza mistica e spirituale che per Mia grazia, ormai da anni, stai vivendo. Amen.

Ed inoltre: avresti potuto – con parte di essi scritti – anche chiudere la bocca al Vicario episcopale monsignor Luigi Manganini; poiché - di fatto – alcuni di questi brevi scritti a te, a voi indirizzati portano la firma del – da pochi giorni divenuto emerito – Arcivescovo di Milano, il Mio figlio Dionigi, Sua Eminenza il Cardinale Dionigi Tettamanzi, voglio dire.”

 

“Prendi tutto questo che ti ho detto e trascrivilo sul Mio Sito. Amen.”

 

(pausa significativa)

 

“… C’è da chiedersi, adunque, se una persona ha intelligenza e senno, perché Io ora agisca così.

Mi degno subito risponderti, o diletta cara; sì, rispondere a te e a chiunque con vera intelligenza di fede si domanderà che senso possa avere ora rendere noti a tutti sul Mio Sito questi fatti, e cioè, appunto, l’esistenza di questi scritti ...

E la risposta – una Mia risposta, amen – ora è questa: perché voi siete, a Mio giudizio, trattati – e non da un giorno – con una – per così dire, per farne cogliere a tutti l’entità, amen – TROPPO GRANDE INGIUSTIZIA da parte di una parte della Mia stessa Chiesa, oltre che dei vari detrattori e nemici. Sì, detrattori e nemici e – che orrore, o Sabrina! – amici che si sono stoltamente mutati in nemici –, che ora Io non nomino espressamente solo per Divina Mia Misericordia; ma a loro dico oggi: SMETTETELA PRESTO DI AGIRE CERCANDO IN VARI MODI DI NUOCERE A QUESTA MIA SANTA OPERA, POICHE’ TANTO ESSA E’ MIA, E VOI DUNQUE NON RIUSCERETE A DISTRUGGERLA, e ciò nonostante tutto il vostro perfido accanimento e la vostra strisciante – e melliflua delle volte – invidia. SI’: SMETTETE DI COMBATTERE QUESTI MESSAGGI – DI ME, SACRO CUORE AMORE! -, E CIO’ SPESSO FATE PERCHE’ VOI NON VOLETE ROMPERE I VOSTRI PESANTI VINCOLI DI GRAVI PECCATI, IN SPECIE IMPURI, E DI SACRILEGIO: DI SACRILEGHE COMUNIONI DA VOI RICEVUTE, O MIEI PRETI, DOPO FORNICAZIONI NOTTURNE CON DONNE O ATTI IMPURI DA VOI RISPETTIVAMENTE COMPIUTI CON UOMINI …

Sì, o voi tutti che Mi leggete: sì, tutto questo è vero poiché certi dei nemici attuali dei Miei Messaggi e della Mia anima eletta … Sabrina, sono sacerdoti. Sacerdoti e peccatori. Amen.”

 

(pausa)

 

E, virilmente, non ho ancora finito, o Sabrina.

Come dissi attraverso il Mio infuocato e vero Profeta Geremia, amen, OGGI DICO A LORO, A TUTTI I VOSTRI NEMICI, DI VECCHIA O DI RECENTE DATA: RAVVEDETEVI PRESTO PERCHE’ ANCHE IO, IL SIGNORE, HO VISTO TUTTO QUESTO! (riferimento a Geremia 7,11) Ho visto le calunnie mediante le quali voi, o empi ed infingardi, falsi servi, veri figli del diavolo mentitore ed omicida, siete riusciti storicamente a fermare e a far vietare dall’Autorità ecclesiastica competente le PREZIOSE ADORAZIONI EUCARISTICHE RIPARATRICI, DA ME STESSO RICHIESTE. Sì, li avete iniquamente accusati, i Miei Angelo e Sabrina, di essere dei ladri, dei farabutti, mediante i vostri scritti calunniosi, li avete accusati presso l’Autorità Ecclesiastica milanese di usare di queste pretese ispirazioni per fare soldi … vedi la Mia Colletta, la quale è – Io stesso lo dico ed affermo quest’oggi – quanto di più trasparente ed onesto si può trovare sulla rete; essa che è veramente trasparente nei suoi conti; e sul Sito, o figli, ancor oggi vi potete trovare, ben ordinati, tutti i rendiconti dall’inizio della stessa e fino al mese scorso. Rendiconti che vengono aggiornati puntualmente ogni mese. Amen.”

 

(pausa significativa)

 

“Mi rivolgo a questi nemici e detrattori, a quelli che lo sono in Appiano – e molto pettegoli sono … amen –, a quelli che si trovano in Milano, a quelli che sono fin dentro agli ambienti curiali, e dico loro: BASTA! SMETTETELA! CESSATE DI OPERARE IL MALE VOLONTARIAMENTE CONTRO QUESTA MIA NUOVA OPERA – DI AMORE E SANTITA’ VITTIMALE –, OPPURE A BREVE, UNO DOPO L’ALTRA, ASSAGGERETE L’AMARA GIUSTEZZA – come e più dell’amaro assenzio – DELLA MIA DIVINA GIUSTIZIA.”

 

“Va’ in pace.

Ho finito.

 

Sono Cristo, il tuo Santissimo Dio. Amen.”

 

“E segnati. Amen.”

 

“Così sia”.

 

 

Locuzioni interiori ricevute domenica 18 settembre 2011, durante un’adorazione al Santissimo Sacramento.

 

 

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