2015-09-13 Tempi bui e grave decadenza di una parte del clero

All'inizio dell'adorazione eucaristica, mentre le monache cantano l'Ave Verum, e precisamente alle parole "O Jesu pie", odo nella mia anima:

 

"Io sono Gesù, il Piissimo (nota: "il Piissimo", detto con soave solennità). AscoltaMi, Sabrina. Amen."

 

(pausa)

 

"Tempi bui e difficili vi stanno dinnanzi, o carissimi figli Miei. E questo avverrà per la vostra empietà: sì, purtroppo, saranno le vostre stesse iniquità a castigarvi e a percuotervi, poiché - in troppi ormai, o figli: figli e figlie - avete concretamente scelto il peccato mortale come, oserei dire, vostra "regola di vita" - vita morta, amen - e, quindi, satana come vostro malvagio e ingannatore re."

 

(pausa significativa)

 

"Io, il Pietosissimo (nota: "il Pietosissimo", detto in modo amorosamente struggente), nella Mia Divina Bontà senza limiti, vengo, ancora una volta, direttamente, a porgervi la Medicina, la più salutare e santa per i vostri spiriti infermi e molto, molto malati: Sacramenti di Santissima Eucaristia - che Io stesso sono - e Santa Confessione, ricevuti con le debite e amorevoli disposizioni; preghiera: sì, molta preghiera, elevata con il cuore sincero e contrito; digiuno e penitenze, e prima ancora di questo - andiamo in santo ordine, figli Miei - virile e paziente accettazione di ciò che la vita quotidiana vi presenta - anche per Mia divina permissione - ora dopo ora, il giorno e la notte. Amen."

 

"E, o voi, figli e figlie fedeli, volgetevi a ringraziare il Padre Mio - e vostro per Mia grazia, amen - Celeste per i tanti - veramente tanti! - benefici e doni che ha effuso fino a questo presente su ciascuno di voi.

Infatti, per altro, la Santa Ira si accenderà - a suo tempo e luogo, amen - anche perché troppi Suoi figli e figlie saranno divenuti profondamente sconoscenti e ingrati nei Suoi confronti; oltre che naturalmente - ovviamente - per la pressoché continuata profanazione dei giorni festivi, per le continue bestemmie ed imprecazioni scagliate ognora - senza ormai più alcun benché minimo rispetto e santo timore - contro di Lui; per un vero oceano marcio di impurità e adulteri che ormai ammorbano la terra pressoché ovunque; e per le gravi ingiustizie, oppressioni e persecuzioni dei Miei veri seguaci, da parte degli empi e degli acerrimi nemici della Mia Santa Croce.

In modo del tutto particolare, eccitano e faranno traboccare la Divina Giustizia del Padre Santissimo i milioni di aborti e le colpe - reiterate con grande malizia e consapevolezza - delle anime elette: in questo caso, intendo con ciò riferirMi ai sacerdoti e alle suore."

 

(pausa)

 

"Guardo con disgusto santo, misto ad atroce dolore del Mio Cuore castissimo e buono al sommo, all'indegna vita condotta ormai da molti sacerdoti, e persino religiosi, della Mia Chiesa Cattolica: vescovi che insegnano l'eresia perché non hanno più il cuore puro; sacerdoti - presbiteri - che hanno ridotto Me e i Miei Santi Divini Misteri ad un mito, e quindi a qualcosa di facilmente superabile e trascurabile. Ah, Sabrina! la superbia della mente ha ormai accecato in fitte tenebre molti dei Miei sacerdoti ... bisogna pregare molto per tutti i pastori della Mia Chiesa, e in primo luogo per il Papa, poiché il momento è difficile, figlia Mia."

 

"I Miei occhi divini poi si riempiono di Lacrime di Sangue per i molti peccati di omosessualità, e di pederastia persino, di certi Miei ministri regolarmente ordinati in seno alla Mia Santa Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana."

 

"E ancora: come posso compiacerMi - Io che sono il Re glorioso, povero e umile al sommo: Io che regno dal doloroso Trono di legno che è la Croce - in vescovi e presbiteri che si prostrano ogni giorno, da anni ormai, dinanzi al dio denaro e all'idolo falso e menzognero della ricchezza ingiusta, spendendo molto denaro - che dovrebbe essere invece messo a disposizione dei poveri, e delle famiglie povere in particolar modo, amen - per abbellire, anche in modo stravagante, i loro appartamenti, e persino le sedi vescovili e gli uffici di curia. Questo, tutto questo, non Mi piace, figli Miei, sacerdoti.

E anzi, ancor più, avviso quelli tra voi che sono maggiormente annegati nei peccati gravi e schiavi del mondo, loro signore, che se non si ravvederanno presto - prima che venga la loro fine - loro sorte sarà l'Inferno e loro misero pastore la morte (riferimento al Salmo 48,15). Amen."

 

(pausa significativa)

 

"Infine, Sabrina - infine per ora, o figlia - dico chiaramente che sono stanco e disgustato a motivo di alcuni personaggi di fama, nel mondo giornalistico e dell'editoria, che non perdono occasione per farsi beffe e per denigrare il Mio attuale Vicario in terra, Francesco.

E, inoltre, Mi fanno soffrire quei giornalisti che, in mala fede, distorcono le notizie riguardanti la vita della Mia Chiesa, aumentando a dismisura la confusione, e il conseguente smarrimento, nelle menti dei semplici. Ad esempio, a riguardo di quello che qualcuno - che non nomino espressamente qui - molto di recente ha affermato a riguardo della dichiarazione di nullità del vincolo matrimoniale - sigillato in Me, in chiesa - definendo la semplificazione della stessa "divorzio cattolico"."

 

"Questo discorso è pur complesso e Io, Sabrina, non intendo ora approfondirlo con te. Ma ciò che Mi fa soffrire - questo voglio dire (nota: "questo voglio dire", affermato con intensa virilità) - è il pregiudizio e sono i continui attacchi strumentali contro Papa Francesco.

Figli, figli e figlie, rispondete con amore al suo continuo appello: quando vi chiede per favore di non dimenticarvi di pregare per lui, poiché il suo pontificato è e sarà drammatico."

 

(pausa)

 

"Per ora, Sabrina, tu puoi andare in pace, perché per oggi non ho altro da dirti, in questo modo. Va' dunque in pace. Io ti benedico.

Io sono il Cristo, il Figlio del Dio Vero e il Capo Supremo della Mia Chiesa: in Cielo, in terra e nel Purgatorio. Amen".

 

 

Locuzioni interiori ricevute durante l'adorazione silenziosa al Santissimo Sacramento, dopo la Santa Messa festiva, nella chiesa di un monastero.

 

 

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