2010-12-07 Messaggio del Signore nella solennità di Sant'Ambrogio Vescovo di Milano

“O Mia diletta e cara anima, amen, scrivi per le Mie anime amate, amen.”

 

“Ad esse Io voglio oggi dire: care anime, non lasciate trascorrere invano questi santi giorni dell’Avvento! No! Al contrario, riempiteli ed impreziositeli, amen, con tante piccole opere buone, e con la carità soprattutto, amen. Oggi vi invito a SPARGERE AMORE – semi di amore vivo, amen – proprio là dove vivete – ogni giorno, amen -, proprio con quelle persone – certe molto difficili, Io lo so bene, amen, e vi comprendo benissimo, amen -, proprio con quelle persone con cui condividete – alle volte, vostro malgrado – le situazioni quotidiane del vivere comune: casa, lavoro, scuola, eccetera.”

 

(pausa significativa)

 

“Figli cari, è facile – può essere facile, amen – amare i lontani – non i prossimi, amen. I lontani che, appunto, non influiscono pressoché in niente nella concretezza della vostra vita quotidiana.”

 

“Ma, alla fine - voglio dire nel Mio giudizio particolare che verrà a toccare e a riguardare personalmente ciascuno di voi, amen - che cosa Mi risponderete se ora voi non date da mangiare a chi ha fame e non dissetate chi ha sete? E se – ora, amen – non rivestite chi è nudo?...”

 

“Nudo, assetato, affamato: non solo per carenza di cibo, di acqua, di vestito. No. Nudo perché spogliato del suo giusto onore da calunnie malevole, delle volte – purtroppo, amen – uscenti anche da bocche consacrate, dal cuore di Miei sacerdoti: unti amati, ma a Me infedeli. Amen.”

 

(pausa significativa)

 

“A proposito di infedeltà e meretricio, o diletta cara anima, amen: vedo in questa tua Diocesi che ci si prende cura dei musulmani … ma non di voi cristiani che volete pregarMi. No: per i cristiani che vogliono prostrarsi – spiritualmente, amen – in adorazione DI ME, per essi, no, non c’è posto. Amen.

 

(pausa significativa)

 

“Inoltre, Io guardo, e vedo che in questa tua Chiesa – tua Diocesi, amen – nonostante i Miei aperti e amorevoli rimproveri e moniti salutari, amen, amen, essi non hanno cambiato di un solo millimetro le loro decisioni in ordine alla gestione – buona, buona e santa, come Io desidero, amen – delle ‘Sale – cosiddette – della Comunità’.”

 

“Vedi? Io parlo – con GRANDE  AMORE, IO PARLO, AMEN -, ma essi non Mi ascoltano, e ciò perché sono troppo pieni di se stessi e carichi – e sicuri, amen – del potere che hanno conseguito, amen.”

 

“Il POTERE, oltretutto, che è uno dei fattori componenti il trinomio satanico, amen. Gli altri due sono: SUCCESSO e SESSO. Amen.”

 

“Ovviamente, Mia diletta cara, amen … Io Mi sto riferendo a queste tre realtà – potere, successo e sesso – come facenti parte di un trinomio diabolico quando, appunto, esse sono vissute in difformità ed opposizione alla Mia Santa Legge Divina.”

 

Legge sacra. Legge sacrosanta per un vero cristiano, amen.”

 

(pausa)

 

“Or dunque, vedo bene che nei loro cinema parrocchiali essi continuano – senza smettere, per così dire, un solo momento, amen – continuano, adunque, a proiettare quelle immonde scelleratezze e frequenti volgarità e trivialità, che MI FANNO VERSARE LACRIME DI SANGUE. AMEN.”

 

“Guardo la loro Cattedrale – della quale vanno immensamente fieri … e che Io, Io Stesso, Signore Eterno degli eserciti, amen – sempre Io, sempre lo Stesso nei secoli, o Sabrina eletta cara, amen – quella Cattedrale che Io dunque potrei in un solo momento radere al suolo – o a motivo di un terremoto, oppure di un attentato islamico, amen … - la guardo, adunque, e cosa vedo in essa?...”

 

“Io te lo dico, o Sabrina: invece di proibire le ADORAZIONI A ME – e solo perché tu ricevi queste Mie sante parole, nel tuo cuore …, amen –, invece di proibire delle ADORAZIONI RIPARATRICI A ME - nelle quali, oltretutto, amen, pregavate e supplicavate anche per i sacerdoti, amen -; ecco, invece di bloccare questo, amen, la competente Autorità Ecclesiastica di questa – tua – Diocesi dovrebbe molto maggiormente impegnarsi a CUSTODIRE IL – SANTO, SACRO, AMEN – DECORO NELLA MIA CASA – LA CHIESA, AMEN – E – IN PRIMIS, AMEN – PROPRIO NEL DUOMO DI MILANO, DI CUI VANNO - anche scioccamente … amen - TANTO FIERI. AMEN.”

 

(pausa significativa)

 

“Dunque, guardo e vedo - in Cattedrale, amen – persone – fedeli, amen – che pregano e si confessano, amen, amen, ma pure vedo persone che si comunicano in stato di peccato mortale e persone – in specie donne, amen – ABBIGLIATE IN MODI ALTAMENTE E GRAVEMENTE INDECENTI, amen.”

 

(pausa significativa)

 

“Chiedo a questo punto alle anime Mie fedeli – quelle che davvero MI CONSOLANO, amen – ed ai tuoi più stretti collaboratori, o Sabrina eletta cara, amen, di dare grande diffusione, amen – più che sia possibile, amen – a questo Mio importante Messaggio – che ti sto dettando con le Lacrime di Sangue negli occhi Miei celesti e divini, amen.”

 

(pausa)

 

“Ma soprattutto IO CHIEDO A TUTTI I MIEI FIGLI E LE MIE FIGLIE, QUELLI E QUELLE CHE CAPISCONO COL CUORE IL MIO GRANDE DOLORE, di OFFRIRMI - durante questo Avvento ed oltre ad esso, amen - PREGHIERE, SACRIFICI, DIGIUNI … in espiazione per i peccati di questa stolta Diocesi – sì, che in certe sue scelte, invece di servire Me, Cristo Vivo, segue gli idoli fasulli, amen – e di tutti i GRAVI PECCATI impuri commessi da quei Miei presbiteri – che non sono uno o due, amen … - i quali ministrano in tenebre, poiché di notte hanno fornicato col demonio impuro … e poi al mattino Mi alzano – ME OSTIA, AMEN – con mani immonde e sacrileghe. Amen.”

 

(pausa significativa)

 

“Diletta cara, per ora finisco così: tu prega molto … E FA’ CHE ALTRI PREGHINO, E SI OFFRANO, AMEN, AL DIO ETERNO, che Io sono, che ti parlo, amen.”

 

“FA’ CHE ALTRI – FIGLI E FIGLIE, AMEN – PREGHINO PIU’ CHE SIA POSSIBILE. E per far questo non è necessario che tu ti sposti minimamente da casa tua. No; perché LA MIA GRAZIA E’ ONNIPOTENTE, amen. Basta che tu presto apponga questo Mio dettato sul Mio Sito prezioso. Amen.”

 

“Va’ in pace, o eletta cara. Ho finito, per ora, ed Io ti benedico, amen.”

 

“Sono Cristo. Sì: il SI’ ETERNO del Padre Celeste. L’Uomo Dio Cristo Gesù. Amen.”

 

“Va’ in pace!”.

 

 

Locuzioni interiori ricevute il 7 dicembre 2010, solennità di Sant’Ambrogio Vescovo, durante un’adorazione al Santissimo Sacramento.

 

 

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