2018-11-27 Messaggio di Gesù a Mons. Delpini e ai Vescovi ausiliari della Diocesi di Milano

PROFANAZIONE DELLA CATTEDRALE


- Asservimento di molti sacerdoti al nuovo corso misericordista bergogliano -


 

Subito dopo il termine della Santa Messa mattutina, odo nel mio cuore:

 

"Dunque, Sabrina: ci sono due dei?

Uno "misericordioso, che perdona", e l'altro "giusto, che condanna".

Non ha detto così il sacerdote, poco fa?"

 

- Sì, Signore. -

 

"Allora, cari cristiani, dovete scegliere: quale dio volete?

Il dio giusto o il dio misericordioso?..."

 

(pausa)

 

Nota di Sabrina: tengo a precisare che il tono della Sua Voce, mentre mi dettava le frasi qui sopra riportate, era finemente e sottilmente ironico, come avviene molto di rado; tant'è che, con sincerità vi dico, benevolmente mi veniva un po' da ridere.

Senonché, data la gravità del rovinoso sconquasso che sta avvenendo nella Chiesa Cattolica - soprattutto dalla pubblicazione di Amoris laetitia in poi - c'è invece di che piangere, e a calde lacrime.

Non stanchiamoci mai, cari fratelli e sorelle, di implorare il Divino Soccorso, poiché solo il Signore può porre rimedio a mali tanto grandi ed estesi.

 

"Cara Sabrina, i Miei sacerdoti - grazie al Mio Santo Spirito non tutti, ma comunque molti - sono talmente asserviti al nuovo corso bergogliano da divenire acritici. Sono vili al punto da rendersi ridicoli.

E sì che chi Mi segue veramente diviene - nel Mio Santo Spirito - più uomo, vero uomo.

Ecco perché questi preti non lo divengono: perché essi non Mi seguono con tutto il cuore. Amen."

 

"Sabrina. Mi hanno voltato le spalle per fare le loro immonde orge.

Purtroppo questa è la pura verità."

 

(pausa significativa)

 

, dico espressamente a Mio figlio Mario, nonché a tutti coloro che, come vescovi, stanno ai vertici della Chiesa Ambrosiana, che Io - il Signore - non ho gradito tale profanazione nella Mia santa casa. Amen."

 

"Va' in pace!".

 

Locuzioni interiori ricevute il 27 novembre 2018, memoria della Beata Vergine della Medaglia Miracolosa, in chiesa.

 

 

 

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