2008-01-20

“Mia diletta, prendi e scrivi. Amen.

Come promesso, sono qui per continuare a parlare, rivolgendoMi di persona ai Miei unti amati. Amen.

Mia diletta, se qualcuno è rimasto scandalizzato o turbato da qualche parte dei primi due Messaggi a loro rivolti, lo esorto Io personalmente ad andarsi a rivedere ciò che è scritto sugli scandali del clero di quel tempo ormai lontano – ma l’uomo è sempre lo stesso – nel “Dialogo della Divina Provvidenza”, rivelazione di Mio Padre all’elettissima anima di sposa pura di Santa Caterina da Siena. Amen.

Vorrei anche specificare questo, Mia diletta, la medesima cosa che dissi in Palestina 2000 anni fa circa, e cioè che non sono i sani ad aver bisogno del medico, ma i malati, e che, quindi, questo è il motivo per cui Mi sto rivolgendo alle Mie pecore ed ai Miei pastori sbandati, dispersi nel male. Amen.

Mia diletta colomba, non tutti i Miei preti sono corrotti ed infedeli alla propria vocazione, no di certo …! Sebbene, costoro, quantunque non siano nel peccato mortale, sono frenati nel loro volo a Me, Aquila Divina, da molti impacci quotidiani. E così dopo venti, trenta, quaranta … anni di sacerdozio – e magari anche di vita religiosa in un convento – ancora non sono pervenuti alla vita mistica, in unione con Me, Verbo di Dio e Suo Agnello. Amen.

Mia diletta sposa, e sacerdote nel Mio Cuore Divino, e vittima … quante grazie ho in serbo nell’Anima Mia Santissima e Divina per i Miei diletti sacerdoti, ma essi non le vogliono ricevere! Amen. Amano l’Egitto e Babilonia, la grande prostituta che corrompe il mondo, e non Me, loro Dio Vero ed Unico, Sostanziale! Amen.

A suo tempo, cara, per la delizia e gioia Mia, del Mio Cuore casto e ardente di Santo Amore, e per la gioia interiore – quella vera – di questi Miei gioielli, Mi rivolgerò a te e a ciascuno di loro, ai Miei unti, quelli fedeli, e santi, e fervorosi, ché ce ne sono in seno alla Mia Chiesa Cattolica. Amen.

Diletta, è uguale, ti sembra la stessa cosa appartenere alla Chiesa Cattolica Apostolica Romana o ad altre Chiese, che pur si dicono cristiane, e dove i fedeli sono battezzati nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo? No, ti dico, in verità, non è uguale per nulla …!

Nascere, crescere – spiritualmente -, essere educati nella Chiesa Cattolica, vostra vera Madre, è una grazia grande, gratuita e segnalata da parte Mia, Miei unti e Miei fedeli in Grazia. Amen.

Ed ora, cara, Mio fiore, vengo – cuore a cuore – col Mio figlio, il Mio ministro ordinato per celebrare, e gli dico: la Messa. LA SANTA MESSA. IL MIO DIVINISSIMO SACRIFICIO, nel quale desidero tu sia partecipe in modo proprio e specifico. Tu sei, unto Mio e del Padre, offerente diretto ed unico – in questa modalità – di Me, Vittima Divina, che consacri sul santo Mio altare – che sono Io stesso - mediante le sacre parole che muovono Me, Agnello Eterno di Dio, ad obbedirti, discendendo ancora una volta dai Cieli santi nelle tue mani consacrate. Amen.

Non basta però che tu, Mio servo, celebri esteriormente, e neppure se questa celebrazione, questo sacro rito è impeccabile nella forma.

MIO UNTO, Io desidero che tu, mentre offri Me, Divina Ostia, ti offra parimenti con Me, come VERO agnello, sacerdote, pastore. Su questo concetto fondamentale tornerò in seguito … Amen.

Ora, Mio unto, una parola comincio a dirti sul Breviario. Lo preghi, anzitutto? Già, perché il demonio falso e bugiardo è riuscito ad ingannare e corrompere certi di voi, Miei fiori sacerdotali, convincendovi che la preghiera è tempo perso, inutile, sprecato. A questo assurdo siamo giunti, o Miei cari! Bisogna FARE, FARE … e così vi dimenticate che siete gli uomini, i servi di Dio Altissimo, i Suoi unti, e Mi provocate ad una tristezza mortale e all’Ira Mia Divina, che è la Giustizia ferita. Amen.

Se tu, Mio unto, preghi col Breviario, ti dico, ti chiedo: e come? In fretta, senza cuore e con scarsa o nulla attenzione? Per mera abitudine? Oppure per AMORE a Me e alle anime immortali, con fede viva e rinnovata, con speranza ed attesa ardente del Regno Celeste?

O Mio unto, ti guardo e TI AMO.

Per ora concludo così, caro: prendi in mano il sacro libro e, RICORDA, quando preghi, l’alleanza d’amore sottesa in ogni Mia Parola, ogni inno, cantico, salmo. Oh, i Salmi! Quale ricchezza e divina ispirazione in essi!

Mio unto, allatta con le mammelle della Santa Chiesa – VERA MADRE – le pecorelle sitibonde. Amen. Celebrando bene il Divino Mio Sacrificio e l’Ufficio Mio Divino, tu misticamente spruzzi sul volto delle anime buone il latte puro e verginale di questa Sposa – in Cielo – immacolata.

 

Per ora benedico.

Va’ in pace, Mio unto.

Va’ in pace, diletta! Amen”.

 

 

Locuzioni interiori ricevute domenica 20 gennaio 2008, durante un’adorazione al Santissimo Sacramento, dopo la Santa Messa.

 

 

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