2008-09-13

“Scrivi, o Mia diletta anima. Io devo parlarti. Amen. Per le Mie religiose. Amen.”

 

(pausa)

 

“Mia diletta, sono qui stasera, in questo vespro, con la Mia e tua Madre Santa, Maria Vergine. Amen.

Vengo ancora, Io, Santissimo Sacramento del divino altare, a parlare in questo luogo che tanto Io amo, per le Mie religiose consacrate cattoliche. Amen.”

 

“Vengo questa sera a chiedere a ciascuna di loro quanto sia conforme o difforme dall’immagine eminente di anima religiosa e consacrata che Io vi dono, come Dio Vero, in Maria Santissima, dilette figlie. Amen.”

 

(pausa)

 

“Vengo ad aggiungere questo, diletta anima, Mia serva cara a Me come Me stesso, amen: infatti, per te ho dato la Mia vita preziosa e tutto il Mio Sangue innocente e santo.

Vengo ad aggiungere per le Mie serve elette consacrate: voi come ascoltate la Mia Divina Parola? Col cuore? Con costanza? Per mera abitudine e magari anche con noia? E, soprattutto, Mie spose elette, è ancora vivo in voi il desiderio – dopo averla ascoltata – di custodirla e metterla nella pratica ogni singolo giorno della vita terrena che Io Stesso, Gesù Cristo Uomo Dio, vi dono?”

 

(pausa)

 

“Io sono il Santissimo Sacramento e voi siete le Mie spose e le Mie Ancelle a Me consacrate. Amen.”

 

(pausa)

 

“Perché vi ho chiamate ed elette qui, Mie spose care ed Ancelle Mie? Perché il vostro vero servizio al prossimo ed ai poveri dei poveri – spiritualmente e materialmente – si può espletare veracemente solo se prima voi siete realmente Mie adoratrici costanti e ferventi.”

 

Le suore iniziano la recita comunitaria dei Vespri, ed io odo nella mia anima:

 

“Senti, Mia diletta serva, qui c’è ora il Mio Fuoco, poiché c’è la preghiera, ed Io l’ho promesso: dove sono due o tre – o più – riuniti nel Mio Nome, Io sono in mezzo a loro.

Oh! diletta anima Mia! Io amo usare di ogni debolezza e piccolezza umana per compiere le Mie grandi opere. Amen. Mi sto ora riferendo alle molte Mie spose deboli, malate ed anziane. Ecco, se pregano molto e col cuore vero, nel nascondimento umile, cooperano a prodigi inenarrabili di conversione dei peccatori, in seno alla Chiesa Mia Sposa e persino all’infuori di Essa. Amen, amen.”

 

(pausa)

 

“Coraggio, Mia figliola amata! Tu che sei malata, debole, anziana; ed anche tu che sei fragile nello spirito: oh! anche tu, Mia cara sposa, non tardare! Attendo proprio te, cara sposina Mia, per stringerti nell’abbraccio tenero della Mia Divina Misericordia! Amen.”

 

(pausa)

 

“Io sono ora, qui per voi in terra, il Santissimo Sacramento; ma nel Cielo, Mie spose, vedrete la svelata Mia gloria infinita, amen. Se però, presentemente, in questo breve sabato del tempo, tu, o Mia sposa amata ed eletta, non ricusi di aiutarMi, con sincero cuore, a sorreggere il pesante ed aspro Legno Santo della Croce. Però il Mio Braccio Divino ineffabile la può rendere dolce, soave e leggera: se tu, sposa, la vuoi portare per amore a Me, Dio Vero e Vivo, e alle Mie membra, in specie quelle più doloranti ed inferme, tribolate di corpo e di spirito. Amen.”

 

(pausa)

 

“Mie dilette spose amate, Io vi amo.

Io – dicevo – vi voglio ADORATRICI. Ed anche se amo e diligo mirarvi con le ginocchia piegate in adorazione di Me, Sacramento Ineffabile, non pensate che ciò possa pienamente appagarMi, saziare del tutto la sete d’amore – ardente sete – del Mio Divino Prediletto Cuore di Dio e Uomo. Amen. Quando Io, Gesù Cristo, Uomo Dio, dico “ANCELLA ADORATRICE DI ME” intendo un’anima donata a Me, al Mio Essere Infinito ed Eterno – che però s’è fatto piccolo PER AMORE vostro; un’anima – dicevo – donata e consacrata a Me, Dio, con amore esclusivo ed indiviso, che diviene ogni giorno di più – con la Mia Grazia potente e la sua buona volontà – un sacrificio perenne gradito – in olocausto vivo – a Dio Padre Mio Dolce. Amen.

O care anime Mie spose, come può un olocausto tutto consumato essere, nel contempo, vivo? Mie elette anime e spose, questa è la dottrina eminente insegnata – per Mia grazia e dono infuso largo di Sapienza celeste, Divina ed eterna – dal Mio infuocato Servo, vero serafino di fuoco e fiamme divine, il padre e fra Giovanni della Croce, primo dei Carmelitani Scalzi. Amen. Se tu, o diletta sposa amata – tanto diletta da Me – operi con uno spogliamento sempre più grande dal tuo “io” malvagio, dal tuo essere passionale ed egoista, allora, proprio nel mentre che operi e ricevi in dono da Me, Cristo, questo spogliamento sostanziale, esperimenti già la pienezza che ti invade divinamente. Amen.

Mie care anime spose, un’ultima parola, per ora, ma vorrò parlare ancora qui: non siate voi le prime a servirMi con mediocre, con mezzo cuore. FateMi sentire il calore della vostra consolazione sincera, della vostra orazione perseverante, della vostra offerta viva ed amorosa. Amen.

Mia diletta figlia, c’è qui ora la Mamma che vuol dare anch’Ella una parola a queste figlie elette consacrate. Amen”.
 

 

La Madonna Santissima parla al cuore:

 

“Mia diletta figlia, sono la Mamma, la Mamma di tutti i dolori. Amen.”

 

“Care figliole Mie, in questi Primi Vespri dell’Esaltazione della Croce del Mio Divin Figlio Gesù Cristo, Io allargo particolarmente le Mie braccia materne per stringervi tutte, con grande ineffabile tenerezza, sul Mio Cuore di Madre, trafitto dalla mistica, grande spada.

O agnelline bianche del Mio Gesù! Oh, siate – ve ne prego Io stessa con somma, materna e vera umiltà – siate realmente agnelle candide pronte per essere sacrificate – per amore – con il Mio e vostro Gesù Caro. Amen.

Vengo, in questo solenne vespro, a chiedervi espressamente, a voi, di questa Congregazione – così amata da Noi lassù in Cielo – una CROCIATA SPIRITUALE E RIPARATRICE per i Sacerdoti e i Pastori, gli Unti della Chiesa e del Mio Figliolo Gesù, che tanto, veramente tanto, abbisognano della vostra preghiera intercedente, che sarà dolce e soave balsamo sul Cuore Sommo del Padre Celeste, il Quale farà, in tal modo, piovere su questa povera terra, dal Suo seno purissimo, insieme col Figlio Suo – il Figlio del Suo Amore Eterno – la rugiada di Grazia Celeste, lo Spirito Santo, che addolcirà l’arsura di quei cuori sacerdotali che però sono, purtroppo, infedeli nel peccato grave ripetuto. Amen.

AiutateMi, care figlie, figliole Mie dolci, e Iddio Padre aiuterà voi, Mie serve. Amen.

Vi benedico tutte distendendo sopra ciascuna di voi le Mie braccia materne. Amen …

Maria, la piccola Maria di Dio. Amen”.

 

 

Locuzioni interiori ricevute il 13 settembre 2008, nella cappella di una casa religiosa.

 

 

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