2014-02-20 Messaggio del Sacro Cuore a riguardo del Concilio Ecumenico Vaticano II

Questo santo dettato è stato ricevuto durante la recita dei Vespri, nella chiesa di un monastero.

 

"O diletta, Io sono Cristo. Amen.

AscoltaMi per il vero bene della Mia santa Chiesa in terra e di molte anime. Amen."

 

(pausa)

 

"Quello che vengo a te, dal Cielo, a dirti stasera, in questo vespro benedetto e prezioso del giovedì - giorno eucaristico - è molto importante, o diletta anima ..."

 

(pausa)

 

"Coloro che - con animo retto - indissero, convocarono, vollero il Concilio Ecumenico Vaticano II - Concilio, come già ebbi modo di dirti nel passato, pastorale, non dogmatico - coloro, dunque, che lo vollero, perché lo vollero? perché stimarono che era giunto il tempo per il quale un simile evento, di ordine eminentemente spirituale, dovesse aver luogo? e, in primis, il Papa Giovanni Ventesimo Terzo ..."

 

"Ora, Io stesso, Cristo Dio Vivo, ti rispondo, o Sabrina eletta cara: essi stimarono, dopo lunga preghiera e meditazione, che era giunto il tempo giusto per interrogarsi, fra l'altro, su questo: come annunciare il Vangelo immortale di Cristo Signore, di Cristo Gesù, il Dio fatto uomo per la nostra salvezza, in modo efficace all'uomo di oggi?"

 

"Fra coloro che ivi si posero onestamente e santamente al lavoro - in un'impresa di per sé tanto santa! - vi fu anche il Mio carissimo figlio santo,  Joseph, che poi fu il Santo Padre Benedetto Decimo Sesto. A lui ne andrà gloria e lode in eterno, per il suo grande amore per la Chiesa, Sposa e Mio mistico corpo. Amen."

 

(pausa significativa)

 

"Ora, diletta, non è quel Concilio - mistico abbraccio, paradisiaco abbraccio fra lo Spirito Santo e la Santa Madre e Sposa Mia diletta, la Chiesa - non fu, dunque, quel Concilio ad essere sbagliato.

Ma, piuttosto, il fatto è che i massoni e i modernisti - presenti purtroppo in numero non esiguo anche nella Mia santa Chiesa in terra - ne approfittarono per proporre, soprattutto da lì in avanti, forme liturgiche che sminuissero sempre più il valore trascendente e sacratissimo del Mio vero e Divino Sacrificio. Amen."

 

(pausa significativa)

 

"Purtroppo, bisogna ammettere, o Sabrina diletta cara, che la Santa Messa,  così come viene celebrata attualmente nella Mia santa Chiesa, Cattolica, Apostolica e Romana, è certamente, ancora e sempre, il Mio vero e Divino Sacrificio - nella quale (nota: "nella quale" è riferito a Santa Messa) Io, Vittima Santissima ed Eterna, incarnata per voi e per la vostra eterna salvezza, o uomini per la stragrande maggior parte ingrati, nel quale (nota: "nel quale" è riferito a Divino Sacrificio) Io, adunque, Cristo Iddio Vivo e Santo in eterno, Mi offro al Padre Celeste in sacrificio di olocausto Puro e Perfetto. Amen. - Però, o Sabrina, bisogna, con molta tristezza interiore, ammettere che l'opera della massoneria, infiltratasi nella Mia santa Chiesa Cattolica, ha prodotto anche notevoli danni, e persino pericolose deviazioni, nello svolgimento operativo della stessa; cioè della Mia Santa Messa. Amen."

 

(pausa)

 

"Ed inizio ora, o Sabrina, a dirtene una, di queste pericolose storture: non è forse vero che attualmente, allo stato attuale delle cose e delle normative liturgiche, ai fedeli è chiesto espressamente di porsi e di rimanere - brevemente, in verità - in ginocchio, solo durante la sacra Consacrazione del pane e del vino nel Mio vero Corpo e Sangue?"

 

"Non è questo, oggettivamente parlando, o Sabrina, un po' troppo poco, considerando che siete allora, o figli e figlie della santa Chiesa Cattolica, dinanzi alla Divina Maestà Eterna, che si annichila immensamente - quasi infinitamente (nota: "quasi" nel senso che Dio viene a noi nella Santissima Eucaristia, sotto l'apparenza di un piccolo pezzo di pane azzimo) - presentandosi a voi tutti - giusti ed empi - lì dinanzi a voi, adunque, sul santo altare ..."

 

- Decisamente è poco, Signore. -

 

"Ecco perché Io, che sono venuto,  e sempre di nuovo vengo - anche oggi - a portare non la pace, ma una spada: di verità, di amore e di somma adorazione e perpetuo onore alle Tre Divine Persone - di cui Io, Gesù Cristo, sono la Seconda - ecco perché, adunque, Io vengo a te, Sabrina, a proporre, ad invitare tutti coloro tra i figli e le figlie della Chiesa che, con santo coraggio, sentono di poterlo fare, coloro che vogliono dunque farlo, a permanere in ginocchio, umili e adoranti, durante la Mia Santa Messa, a partire dal solenne Prefazio e fino al termine, e cioè quando l'assemblea liturgica viene sciolta. Amen."

 

A questo punto, in prossimità della Benedizione Eucaristica, il Divino Maestro mi comanda una pausa nello scrivere, dicendomi:

 

"Fermati; fermati, Sabrina. Amen."

 

E dopo che essa è stata impartita dal sacerdote ai fedeli presenti, Egli conclude:

 

"Per ora puoi andare, diletta cara. Amen."

 

"Va' in pace!

Sono Cristo, il Signore tuo Dio. Amen."

 

- Amen, Signore Gesù; amen -.

 

 

Locuzioni interiori ricevute il 20 febbraio 2014.

 

 

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