2008-06-02

“O Mia diletta, sento FORTE compassione di questa folla, di queste MOLTE PECORE SBANDATE, perché sono, sì! sono PECORE DAVVERO SENZA PASTORE: prive di un pastore veramente buono, sapiente, forte e saggio secondo il Cuore di Dio, ch’Io sono. Amen …

Or dunque, diletta Mia … ora Io ti dico così: voi, Mie vittime sacre, siete espressamente chiamate DA ME a riprendere gli abusi più gravi e seri, in ordine allo scandalo delle immodestie e brutture dell’abbigliamento nelle Mie chiese, e delle molte inutili e dannose ciance dei pettegoli; ma d’ora in poi Io in persona redarguirò e rimprovererò il Mio popolo, perché si è fortemente pervertito, ed i Miei pastori, cara figlia, poiché si sono in grande numero addormentati ed assopiti a riguardo dei compiti di correzione che il loro stesso ministero sacerdotale esige, nel loro precipuo ruolo di PASTORI di Santa Romana Chiesa. Amen.

 

… Il Cristo Dio tuo, Vero e Vivo nei secoli eterni che A ME SOLO APPARTENGONO. AMEN”.

 

 

Locuzioni interiori ricevute il 2 giugno 2008, in un santuario, dopo la Santa Confessione.

 


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