2017-04-13 Messaggio del Sacro Cuore nel Vespro del Giovedì Santo

Dopo la Santa Messa in Coena Domini e la solenne riposizione del Santissimo Sacramento - con Voce nel contempo solenne e fraterna, maestosa e amichevole -, il Divino Redentore mi dona il seguente santo dettato:

 

"Io sono nel povero;

Io sono nel malato;

Io sono nel forestiero;

Io sono nella persona sola ed emarginata, e soprattutto quando ella lo è per il Mio amore e per la professione - come un confessore santo - della vera Fede Cattolica. Amen."

 

(pausa)

 

"Io sono, soprattutto e sostanzialmente, nella Santissima Ostia Consacrata. Amen."

 

(pausa significativa)

 

"Nessuno, Sabrina, Mia diletta cara, è tanto povero, come Io sono povero nel Santissimo Sacramento Eucaristico.

Nessuno, Sabrina e figli Miei cari, è tanto assetato d'amore puro, quanto Io - Gesù Cristo, Dio Vero - lo sono nel Santissimo Sacramento dell'altare.

Nessuno, o Sabrina e, o voi, Miei devoti tutti, agonizza nel cuore, come Io agonizzo di Amore purissimo nell'Ostia Consacrata, dal sacerdote cattolico regolarmente ordinato in seno alla Santa Madre Chiesa: quella di Roma, quella vera. Amen."

 

(pausa significativa)

 

"Voi, o figli, potrete girare pure tutto il mondo: mai troverete un AMORE  e un AMICO PERFETTO qual Io, Gesù Cristo, Dio Vero e vostro Fratello maggiore, lo sono."

"Figli carissimi, figlie Mie amate. E voi, o Miei unti, sacerdoti amati! E voi, anime vittime! E voi, claustrali: siate benedette! Voi che vegliate accanto a Me, nei Miei mistici dolori, il giorno e la notte.

Figli carissimi tutti, in questi giorni santissimi del Triduo Mio Pasquale, dissetate misticamente il Mio Sacro Cuore Amore, con il vostro tenero e umile, sincero amore, ed offrendoMi con tanto amore il digiuno del Venerdì Santo: per la pace, o Miei cari, per la pace. Amen."

 

(pausa significativa)

 

"Mentre offro tutto Me stesso, nei segni del Pane e del Vino, al Padre per voi - mentre Giuda ancora si appresta a tradirMi e a consegnarMi nelle mani di crudeli nemici -, Io, in questo Vespro così altamente benedetto, desidero benedire tutti i Miei amati figlioli, tutte le donne veramente pie: le Mie amate, le Mie promesse.

In particolar modo, benedico quei figli e quelle figlie che sono in Grazia Mia e che sto chiamando, mediante sofferenze particolarmente gravi, nel cuore e/o nel corpo, a seguirMi per l'erta del Calvario.

Sono sempre con voi, o Miei cari sofferenti! Non dubitate mai del Mio Amore Infinito, della Mia sconfinata Misericordia, della Mia Provvidenza ineffabile, della Mia Divina Tenerezza. Non dubitate, o figli cari, neppure quando le tenebre della prova tremenda - le notti dello spirito - si addensano attorno a voi, e persino in voi. Ricordate, o Miei amati santi, che il Getsemani l'ho per primo attraversato Io, vincendo il male e colui che ne è l'artefice, il maligno. E con ciò Mi sono fatto vostro sublime Modello, specie nelle ore dei dolori atroci. Amen."

 

(pausa significativa)

 

"Va' in pace!

Io, Sabrina, sono sempre con te. Adunque non temere nulla.

Va' in pace!"

 

 

Locuzioni interiori ricevute il Giovedì Santo, 13 aprile 2017, nella chiesa di un monastero.

 

 

  

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