2012-05-09 Gesù chiede penitenza per il peccato di aborto volontario e gli atti contro natura

Come ringraziamento, dopo la Santa Messa, sto pregando il Rosario, quando odo nel mio cuore:

 

“Sabrina, scrivi.”

 

Poco dopo:

 

“Sabrina, ascoltaMi. Io sono Cristo.”

 

“Vengo stamani per dirti le seguenti cose e, attraverso te, dirle, comunicarle, alle anime che amo.

Per prima cosa, voglio dirti come l’ostinazione e il rifiuto di questa gente di Appiano Mi addolora e ferisce – misticamente – il Mio Cuore Sacratissimo. Amen.”

 

(pausa)

 

“Sabrina, li ho chiamati, ma non Mi hanno risposto, e così nel giorno del Giudizio Me ne renderanno chiaro conto. Amen. E Mi riferisco in modo del tutto particolare a quelle donne – testarde nel cuore – che per invidia cercano in ogni modo qui di renderti la vita difficile: emarginandoti e con le loro calunnie e maldicenze sul tuo conto, o diletta anima. Amen.”

 

(pausa)

 

“Ma tu, Sabrina, tu non sei sola, perché ci sono Io, tuo Dio: Io sto per te; Io dall’eternità desidero sposarti, sposare la tua anima amata …”

 

(pausa)

 

“Un’altra cosa importante che voglio dirti stamani è questa: dì – da parte Mia – a quegli uomini e a quelle donne che o hanno avallato e consigliato o hanno effettivamente compiuto il delitto esecrabile dell’aborto – ma che ora se ne sono amaramente, dolorosamente pentiti, amen – che IO HO VIVISSIMA COMPASSIONE DI TUTTI LORO. LA MIA MISERICORDIA LI PERDONA. AMEN.”

 

(pausa)

 

“Dì loro però che Io – oltre che la Bontà Infinita, oltre che Buono al sommo grado – sono anche e sempre il Dio Giusto e Santo. E con ciò intendo dir loro che la malizia posta e vissuta da loro in quel crimine orrendo - da loro, in vario modo, commesso - che è l’aborto, VA ESPIATA. Amen.”

 

(pausa)

 

“Sabrina, offriti tu come vittima per queste case interiori che il demonio nemico ha deturpate e rase al suolo, distrutte con l’egoismo e lo spietato cinismo … Ma anche voi, o figli Miei, che una o più volte persino avete rifiutato il dono mirabile della vita umana - che Io con Amore ineffabile avevo acceso nel grembo materno - anche voi, dunque, fate sincera ed austera penitenza.”

 

“In tal modo le vostre anime scarlatte torneranno candide come neve (riferimento a Isaia 1,18) e, nell’aldilà, potrete essere preservati dal dover vivere ed esperimentare, come suol dirsi al modo umano, molti anni, o persino secoli, di Purgatorio. Amen.”

 

(pausa)

 

“Per prima cosa, figli Miei, cari e amati, la vostra penitenza interiore sia quella che dovrebbe essere propria e comune di ogni fedele battezzato: sopportare e, ancor più, accettare quanto, giorno per giorno, la vita vi presenta; con amore: amore paziente. Amen. Inoltre, Io Mi attendo da voi che non voleste essere genitori, preghiere – soprattutto pregate con il cuore il Santo Rosario ogni giorno e non tralasciate mai – se non che sia per grave motivo, amen – la Santa Messa festiva – preghiere, dunque - preghiere sincere che nascano dal cuore - e digiuni a pane e acqua. Amen.”

 

(pausa significativa)

 

“Le medesime cose, le stesse richieste Io le porgo oggi con Amore inesausto ed indefettibile – scrivilo sul Sito, il Mio, o diletta cara – a tutte quelle persone, uomini e donne, che nel corso della loro vita hanno compiuto atti immorali omosessuali, poiché con quelle azioni indegne e turpi Mi hanno trafitto il Cuore. Amen.”

 

“Se ora, però, ne sono pentiti sinceramente e da se stessi le rigettano, Mi ascoltino e facciano penitenza. O Sabrina, per il loro bene, presente ed eterno, Io glielo dico. Amen.”

 

(pausa significativa)

 

“Sabrina, sii felice, perché tu sei un pastore – sì, una piccola devota pastorella – in seno e nel cuore della Mia Santa Chiesa.

Infatti, tu mostri in Me la via della vita vera e le conduci vicine all’albero della Salvezza, che è la MIA SANTA CROCE GLORIOSA.

E, per questo e per la tua carità, Io, Cristo, il Figliolo di Dio Altissimo, ti benedico.

 

Va’ in pace, dunque!”

 

“Metti tutto questo che ti ho detto or ora sul Mio Sito senza toglierne parola alcuna. Amen.”

 

“Va’ in pace! Amen”.

 

 

Locuzioni interiori ricevute il 9 maggio 2012, dopo la Santa Messa, in chiesa.

 

 

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