2010-09-12 Messaggio del Signore sulla vita terrena come dono di amore

“Ecco, prendi e scrivi, amen, o diletta Mia cara. Amen.”

 

(pausa)

 

“Ecco, hai visto? E’ morta. E perché?...”

 

- Lo sai Tu, o Signore … -

 

“Ecco, per prima cosa, la sua è stata una vita – terrena vita, amen – in parte almeno, inutile. Amen.”

 

“E poi Io ho visto che più di così, più amore di quello che essa aveva espresso fino a pochi giorni fa, ecco, più di così non Mi avrebbe mai dato. Amen.”

 

 - Mi dispiace, Gesù caro … -

 

“Una vita, dunque, inutile, e cioè spesso pervasa di non-senso, futilità varie ed egoismo misto a prepotenza morale …”

 

- Perché mi dici queste cose su di lei, o Buon Gesù? -

 

“Perché Io voglio che … tu ponga sul Mio Sito questo Mio Messaggio per quelle molte anime che, come lei, stanno consumando i propri giorni quaggiù in ozio – nello spirito, amen -, peccati vari, tiepidezza e poco vero amore. Amen …”

 

 (pausa significativa)

 

 “Tu sei in grado di calcolare il grado di malizia, perversione, cattiveria, invidia … in certi cuori umani?”

 

- Io no, Signore. -

 

“Io invece sì, diletta cara; Io che sono il tuo Dio Vero ed il Supremo Giudice di ogni coscienza umana. Amen.”

 

“Io ho pesato quell’anima; ho soppesato quella sua vita così insulsa, e per certi aspetti vuota, e ciò, ormai, da anni e anni; e ho detto per lei: “Ritornate, o figli dell’uomo” (riferimento al Salmo 90,3); sì, ritornate prima che sia tardi, così tardi che – ahimè! – si trovi estinta del tutto la già labile fiammella della santa fede e della carità nell’anima … Amen.”

 

“Più di questo su di lei, per ora, non voglio dirti, amen, se non che ora soffre terribilmente per il suo non amore in questa vita terrena – l’unica a voi tutti donata, dopo di che viene il giudizio (riferimento a Ebrei 9,27), amen -.”

 

“Ecco, soffre tremendamente, nel fuoco del vero Purgatorio, e ciò per tutto ciò che, nella sua vita quaggiù, non è stato AMORE, non è stato DONO DI AMORE GRATUITO e SINCERO e VERO. Amen.”

 

“E’ vero: l’ho castigata con Giustizia misericordiosa, prima che per lei fosse troppo tardi. Amen.”

 

(pausa)

 

“Figli cari, figlie Mie, vedete? Non sciupate la vostra unica vita di quaggiù, amen, perché non abbiate poi molto a pentirvene per dover subire un lungo castigo nel Mio Purgatorio dopo la vostra morte – quella corporale, amen -; e ciò – sia ben chiaro, amen – ammesso che voi siate salvati, nonostante tutto: nonostante un mare, un cumulo, un’immensità di offese gravi – e non, amen – al MIO SACRATISSIMO E DIVINO CUORE. Amen.”

 

“Salvezza ottenuta quindi appena-appena, per un miracolo finale, estremo, della Mia Pietà Divina - incommensurabile, amen – nell’ora della vostra morte, della vostra ultima, estrema agonia – del corpo, amen -.”

 

“Ma, o Miei cari! non pensate scioccamente di poter lasciare e affidare questo affare preziosissimo della salvezza – eterna salvezza, amen – della vostra anima immortale agli ultimi istanti e momenti della vostra vita ed esistenza quaggiù, poiché questo può essere per voi – per certi di voi, amen – un errore gravissimo e, addirittura, fatale. Amen.”

 

“Cari figli Miei, quante morti improvvise ogni giorno! Amen.”

 

“E anche così non fosse per voi – ma che ne sapete voi? figli cari e da Me immensamente amati, amen – … ecco, vi dicevo: anche se così non fosse, voi siete così certi che maturerete in punto di morte - in quell’ora estrema e di lotta tremenda, nella quale il diavolo – Io permettendo, amen – sferra i più terribili attacchi alle anime, amen – ecco, carissimi Miei figli, e figlie da Me amatissime: o voi tutti, siete così certi e sicuri che sarete in grado, in quell’ora estrema e severa, di maturare quel SINCERO PENTIMENTO che non avete realizzato da molti anni nella vostra fuggevole vita?”

 

“Non siate presuntuosi perché LA PRESUNZIONE E’ PRINCIPIO DI GRANDE ROVINA. AMEN.”

 

(pausa significativa)

 

“Figli cari, figlie Mie amate, per ora vi lascio così, amen: non perdete tempo perché voi non sapete – in verità, amen – quanto ve ne rimanga ancora da vivere quaggiù, amen, prima che giunga Io – e magari anche all’improvviso qual Ladro Divino (riferimento a Matteo 24,42-44), amen – a dirvi, a dirti, o figlio/o figlia, amen: RENDIMI CONTO DEI TALENTI CHE IO HO DONATO – CONSEGNATO, AMEN – AFFINCHE’ TU LI FACESSI FRUTTIFICARE IN UNA VITA GIUSTA E BUONA. AMEN.” (riferimento a Matteo 25,14-30)

 

(pausa)

 

“Figli Miei amati, vi lascio – in questa forma almeno – con la Mia benedizione sacra e divina - Mio dono a voi, cari - e con l’invito ardente e vero a meditare e cercare di vivere questi Miei Messaggi di salvezza. Amen.”

 

“Va’ in pace, o eletta cara, Sabrina …, amata del Mio Cuore, sì Tenero ed Infranto. Amen.”

 

“E così sia.”

 

“Sono Cristo, l’Agnello svenato in Croce, tutto sanguinante per ciascuno di voi, o figli cari. Amen.”

 

“Va’ in pace. Amen.”

 

“Ho finito. Amen”.

 

 

Locuzioni interiori ricevute domenica 12 settembre 2010, durante l’adorazione eucaristica in Villa Sacro Cuore, a Triuggio.

 

 

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