2008-04-26 Messaggio di Dio Padre sulle anime vittime spose e madri

“Scrivi, o Mia diletta.

Sono Dio Padre, e sono qui a parlarti brevemente delle Mie colombe amate.  Amen.”

 

(pausa)

 

“… Vengo a dirti per le Mie colombe, le spose consacrate del Mio Figlio Amato – da sempre e per sempre – Gesù, che Io ho altre pecore che non sono di questo ovile (riferimento a Giovanni 10,16), e cioè Io, Padre Eterno, posso prendere in sposa qualsiasi anima, anche che viva nel mondo e non professi a quel modo i tre voti religiosi, poiché Io, Padre Onnisciente, scruto tutti i cuori umani nelle loro insondabili – per l’occhio umano – profondità, e SO ciò che c’è nel profondo di ogni persona da Me creata. Amen.

Certe volte, ci sono anime che sono spose e vittime Mie senza neppure saperlo, ed in Cielo ne riceveranno il premio incorruttibile ed il merito in eterno. Amen.

Penso specialmente ad anime anche mogli e madri di famiglia che si dedicano con vera dedizione ed indefessa fedeltà alla cura del proprio marito infermo e solo. Dico “solo” perché spesso con l’apparire della malattia fisica, scompaiono dalla vista e dal cuore coloro che erano solo dei falsi amici: amici del mondo, delle vanità; amici di un’ora di bagordi e stupidità nel mondo, e non solo giovani, diletta Mia …

Per ora vi benedico tutte … Andate in pace, la Mia Vera Pace!

Il Padre. Amen, amen, amen”.

 

 

Locuzioni interiori ricevute il 26 aprile 2008, dopo la Santa Messa, in una Cattedrale.

 

 

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