Messaggi del Sacro Cuore di Gesù

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I Messaggi del Sacro Cuore di Gesù: segno del Suo Divino e Infuocato Amore


 

"Questi Messaggi sono un segno dell'amore particolare che porto a te e agli altri Miei figli nel tempo presente.

Figlia Mia, questi Messaggi non sono un trattato di teologia o di mariologia; sono semplicemente un dialogo amoroso con te e non seguono, pertanto, un ordine secondo la logica umana, bensì secondo la Mia Divina Sapienza". 




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Associazione Riparazione Eucaristica Sacro Cuore




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Messaggio del Sacro Cuore di domenica 14 giugno 2015



 

All'inizio dell'adorazione eucaristica silenziosa, odo nel mio cuore:

 

"AscoltaMi, o diletta. Io sono il Cristo. Amen."

 

(pausa)

 

"Diletta, oggi ti parlerò solo brevemente ..., figlia Mia. Però scrivi il Mio Messaggio, perché esso è molto importante. Amen."

 

(pausa)

 

"Esorto infatti il Papa, il Mio santo vicario in terra, ad adoperarsi effettivamente, per trovare una valida soluzione alla questione aperta dei così detti sacerdoti sposati."

 

"Sia chiaro: Io, che sono la stessa Verità, tengo in altissima considerazione il celibato ecclesiastico, con le sante conseguenze di amore indiviso a Me dei Miei sacerdoti santi. Dico però, come già ebbi modo di affermare in passato (nota: nel Messaggio del 15 giugno 2008, leggibile su questo Sito), che esso non è un assoluto, e che pertanto Io, Figlio eterno dell'Eterno e Divino Padre, reputo sia giusto che nella Mia Chiesa santa e cattolica possano trovare posto anche i presbiteri regolarmente ordinati e nel contempo sposati con una sola donna (riferimento a 1Timoteo 3,2), al santo altare, in Me. Amen."

 

(pausa significativa)

 

"Io, Gesù Cristo, Verità eterna e vostra Vita vera, non sostengo certo - mai lo potrei! - le idee massoniche: anche essi spingono perché la Mia Chiesa apra al matrimonio per i sacerdoti, e i vescovi persino, ma per ben altre cause e con ben altri fini che non sono - non possono essere - i Miei. Amen."

 

Pausa, a cui segue un breve contenuto di carattere personale.

Quindi il Signore conclude dicendo:


"Va' in pace. Io sono il Divino Seminatore del Regno del Padre Mio nelle anime umane (riferimento a Marco 4,26-34: Vangelo odierno - XI Domenica del tempo durante l'anno - secondo il Rito Romano), e Io solennemente, in questo Mio prezioso mese, ti benedico. Va' in pace!"

 

 

Locuzioni interiori ricevute dopo la Santa Messa, in chiesa.

 




Messaggio del Sacro Cuore di Gesù

nel primo Venerdì del mese in Suo onore



"Mia diletta, in questo primo Venerdì del mese, scrivi i desideri del Mio Sacro Cuore per le anime di Me devote, in questo Mio santo e prezioso mese. Amen."

 

(pausa)

 

"Questi sono, Sabrina, i Miei semplici, e nel contempo così profondi, desideri: chiedo alle anime di Me amanti, anche se non sono perfette: preghiera fervente - e ciò nonostante le aridità che esse possano sperimentare; frequente adorazione riparatrice - per una moltitudine di colpe orrende che continuamente, notte e giorno, Mi trafiggono il Cuore da parte a parte: sempre, questo, ma segnatamente, per certi aspetti almeno, ancor più ora, quando si approssima - e per certi aspetti già qui è presente (nota: infatti, dove stiamo noi in questi giorni il caldo è  praticamente come quello del mese di luglio) - la stagione estiva, che voi, o figli ingrati e sconoscenti, sporcate, così di frequente persino, con i vostri scandali, le vostre impurità, le vostre sconce e gravi immodestie e i vostri gravi adulteri.

Chiedo ancora, alle anime di Me fedeli, l'offerta di sacrifici quotidiani. Alla base di questo però - prima di pensare a volgersi ad offrirMi sacrifici e privazioni da voi stessi scelti e determinati - Io vi domando, o figli e figlie, la umile accettazione di quelle croci che la vita terrena rispettivamente vi presenta, giorno dopo giorno, notte dopo notte. Amen."

 

(pausa significativa)

 

"E ancora, Sabrina, Mia diletta segretaria del Cuore: fa' sapere a tutte le persone che soffrono persecuzioni e dolori conforme alla Mia Santa Volontà, che Io sono loro particolarmente vicino,  e che pertanto non si scoraggino mai, ma piuttosto si uniscano sempre più mediante l'amore puro a Me, dolce e soavissimo Redentore di tutte le vostre anime, o figli, dolci Miei amati: sì, o voi che con l'offerta umile e amorevole delle vostre pene, raddolcite veramente le grandi e mistiche amarezze del Mio sempre ferito Divin Cuore. Amen."

 

"Mi rivolgo infine anche agli uomini e alle donne che soffrono, che hanno sì il cuore ferito e tormentato, ma non secondo la Mia Santa e Divina Volontà, bensì a motivo delle scelte di male perduranti, con le quali - anche da lungo tempo per certe fra loro - esse si sono volontariamente allontanate dal Mio Santo e Divino Cuore. Amen."

 

Nota: il Sacro Cuore usa il femminile "certe fra loro" ed "esse" per sottolineare che si riferisce alle loro anime.

 

"Figli, figli e figlie! IO VI AMO IN MODO INCOMMENSURABILE ed è per questo che Io, ancora una volta, vi supplico: TORNATE A ME! ROMPETE E LACERATE, CON L'AIUTO DIVINO DELLA MIA SANTA GRAZIA REDENTRICE, I LEGAMI PECCAMINOSI che fanno vivere la vostra anima morta a quella che è la vera Vita, quella della GRAZIA. Amen."

 

(pausa)

 

"O anime di Me divote, medicate col balsamo delicato del vostro santo e umile amore le profonde e mistiche ferite del Mio Costato trafitto. Amen."

 

(pausa significativa)

 

"E ora Sabrina, dolce Sabrina, va' pure in pace. Per ora, in questo modo, non ho altro da dirti.

Io sono il Cristo, il Buon Pastore, il Sacro Cuore Amore. Amen".

 

Locuzioni interiori ricevute venerdì 5 giugno 2015, durante un'adorazione eucaristica comunitaria, in chiesa.





Messaggio del Sacro Cuore di Gesù nell'anniversario


della prima apparizione della Beata Vergine Maria a Fatima



 

Subito dopo il canto finale della Santa Messa (Regina coeli), odo nel mio cuore:

 

"O Sabrina, Io sono Dio."

 

(pausa)

 

"AscoltaMi, Sabrina. Io, oggi, in questo giorno così particolare di grazia, interrompo il Mio silenzio e vengo a parlarti, per dirti questo: sappi, e fallo sapere sul Mio Sito prezioso, che IL SEGRETO DI FATIMA, nella sua terza parte, non si è ancora TOTALMENTE COMPIUTO.

Non è vero che esso ormai riguarda solamente il passato. Amen."

 

(pausa significativa)

 

"Inoltre, col Mio Cuore spezzato - e cioè ferito dalla moltitudine dei gravi peccati - in Mano Mia trafitta, vengo oggi espressamente a chiedere alla Mia santa Chiesa in terra - particolarmente qui in Italia, ma non solo - che si facciano, che si vivano presto - con cuore, con animo penitente, contrito ed orante - nelle Mie chiese, adorazioni eucaristiche riparatrici comunitarie.

Ed inoltre che i singoli Miei fedeli si impegnino di frequente nell'adorazione eucaristica personale - silenziosa - soprattutto dopo la Santa Messa - festiva o anche feriale - nella quale essi abbiano ricevuto, in Grazia di Dio, ME, OSTIA SANTA. Amen."

 

(pausa)

 

"Tutto questo Io, Divino Mendicante, umilmente chiedo perché, nel Mio incommensurabile Amore, ancora vorrei che i tremendi castighi - gravidi di sangue umano - che pesano sull'Italia e su altre nazioni nei cinque continenti, fossero alleviati."

 

"Ricordate, o figli, le parole sante di Mia Madre, la quale ha detto che con il digiuno a pane e acqua e con la preghiera del cuore, anche le guerre possono essere fermate (riferimento al Messaggio della Regina della Pace del 25 gennaio 2001).

Pregate Dio, Mio Celeste e dolce Padre, perché mai - mai e poi mai - esploda una guerra che, come satana vuole, sarebbe nucleare."

 

(pausa significativa)

 

"Sabrina, va' in pace. Va' in pace e prega ...

Benedico, con te, tutte le anime di preghiera e che custodiscono la Mia Divina Grazia; non di rado in mezzo a grandi e costosi sacrifici."

 

"Benedico: sì, stendo le Mie Mani di Risorto, gloriosamente piagate, e tutti vi benedico, cari figli: figli e figlie, immensamente AMATI dal Mio dolce, casto e forte Cuore. Amen."

 

"... Ti benedico ancora. Va' in pace, figlia. Amen.

Io sono il Cristo, il Signore Dio tuo".

 

 

Locuzioni interiori ricevute in chiesa, la mattina del 13 maggio 2015, 98° anniversario della prima apparizione di Nostra Signora del Rosario, a Fatima.




 
 Messaggio del Sacro Cuore nel primo venerdì dell’anno

 

 

 

La Voce del Signore - così come l’ho percepita in questo santo dettato - era dolcemente amorosa, seria, triste.

 

All’inizio dell’adorazione eucaristica comunitaria, che segue la Santa Messa in onore del Cuore Sacratissimo di Gesù, odo nel mio cuore:

 

“O diletta, Io sono il Cristo. AscoltaMi.”

 

“Sabrina, eletta Mia …, Io sono stamani qui con te, e parlo, per il grande Amore che nutro, da sempre e per sempre, per ogni anima umana. Amen.”

 

(pausa)

 

“Sabrina eletta, ascoltaMi.

Io sono nel Santissimo Sacramento sempre – il giorno e la notte – ma troppo spesso sono lasciato solo, e proprio anche da quelli – i sacerdoti – e da quelle anime – le consacrate – che Io – Io stesso, Dio Eterno – ho scelto un giorno in modo del tutto particolare. Amen.”

 

(pausa)

 

“Lo ripeto, Sabrina, con tanto Divino Amore: E’ NECESSARIO CHE LA MIA SANTA CHIESA MI RIDIA QUEL POSTO CENTRALE CHE MI SPETTA DI DIRITTO; altrimenti Essa – Mia Sposa amata, ma pur spesso meretrice – andrà sempre più, in questo anno da così poco iniziato, sempre più fuori strada: e allora – ahimè! che dolore atroce! – si ridurrà ad una chiesa sociologica, e non più Essa sarà carismatica e gerarchica. Amen.”

 

(pausa significativa)

 

“AscoltaMi ancora, Sabrina.

Le nazioni che, in grande maggioranza, hanno scelto ormai come loro concreto re satana, avanzano di conseguenza verso la guerra; poiché satana – non dimenticatelo, o figli! – è omicida e menzognero fin dal principio, e la verità non dimora, non abita, non è – non può essere – in lui (riferimento a Giovanni 8,44).

E anche la sua carezza – quella della lussuria, delle relazioni illecite (rifrazione interiore: e anche dell’uso disonesto della sessualità nel Matrimonio), o figli e figlie, Miei amati - la sua blanda carezza è, in verità, carezza che muterà in artiglio tormentoso nel fuoco infernale inestinguibile; le sue lussurie e malizie diaboliche – quelle a cui voi, figli e figlie care, acconsentite spesso con troppa facilità -: ecco, saranno proprio esse ad alimentare la fiamma tremenda dell’Inferno eterno. Amen.”

 

Nota: ho percepito chiaramente che la parola blanda, in riferimento alla carezza satanica, è da intendersi qui in riferimento al verbo blandire, che significa adulare, lusingare qualcuno con parole e modi carezzevoli.

 

(pausa significativa)

 

“E, a questo punto, o Sabrina, eletta Mia …, Io stesso ammonisco – paternamente e pur con giusta severità – i Miei ministri tutti, affinché abbiano il santo coraggio di predicare nel giusto modo la realtà tremenda dell’Inferno, dogma di Fede Cattolica. Amen.”

 

(pausa)

 

“Altrimenti se essi, a cominciare dai Vescovi della Mia Chiesa Cattolica,  continueranno – per la maggior parte di loro è così – se essi, dunque, continueranno ad omettere questo aspetto - così importante nella Dottrina Cristiana e Cattolica - nella loro predicazione, allora essi sappiano fin da ora che Io, nel giorno tremendo, li chiamerò in giudizio su questo punto, su queste gravi omissioni, a motivo delle quali tante – ma tante, Sabrina! – anime camminano, e a larghi passi persino, verso il fuoco dell’Inferno. Amen.”

 

(pausa significativa)

 

“L’altra notte qualcuno diceva, sapientemente diceva: “L’esistenza del Sito del Sacro Cuore è dimostrazione della condotta fallimentare di molti sacerdoti”. Purtroppo è vero!

Cari sacerdoti! Vengo oggi a dirvi, sul principio del nuovo anno, che spesso non sono contento della vostra predicazione, scipita ed esegetica, che fa dormire le anime, invece di inquietarle santamente.”

 

Nota: preciso che con tale affermazione – “predicazione esegetica” - il Divino Maestro non intende affatto disprezzare lo studio della Sacra Scrittura; piuttosto Egli lamenta che non di rado nelle omelie ci si perde in mille cavilli aridi che, sinceramente, non giovano per nulla al vero bene e alla salvezza eterna delle anime.

 

(pausa)

 

“Ed infine, o Miei cari sacerdoti, santi e peccatori: su, coraggio! Vedete bene che vi concedo ancora del tempo per convertirvi dalle vostre iniquità – e ciò riguarda particolarmente coloro tra voi che sono tuttora con l’anima sommersa ed annegata nei peccati gravi -; e anche per voi, o Miei preti che già vivete costantemente nella Mia Santa Divina Grazia – evitando almeno sempre i peccati mortali - ecco che a voi, o Miei cari e amati santi, Io concedo ancora il dono del tempo perché cresciate nel santo cammino della virtù, che al Cielo senza dubbio conduce.”

 

(pausa)

 

“Pregate, Miei sacerdoti. Pregate molto! I santi per riparare i peccati propri e altrui – del Mio popolo in specie; in gran parte ormai così paganizzato -; e, o voi, Miei preti peccatori, per implorare di vero cuore, per voi stessi anzitutto, il dono inestimabile della santa conversione. Amen.”

 

Dicendo “di vero cuore”, il Signore Gesù esorta i Suoi sacerdoti che si trovano nel peccato a maturare con sincero desiderio la decisione della conversione personale; Egli sa e tiene presente la fatica che un’anima indurita nel male affronta per rivolgersi nuovamente al bene e al fervente servizio di Dio. L’anima metta tutta la sua buona volontà; il Sacro Cuore, nella Sua Infinita Misericordia, colmerà le lacune della nostra umana pochezza.

 

(pausa)

 

“Poiché – ve lo ripeto ancora una volta, con instancabile Amore, o Miei cari tutti – è rimasto poco tempo …”

 

“Va’ in pace, Sabrina eletta Mia. Io ti benedico. Amen”.

 

 

Locuzioni interiori ricevute il 2 gennaio 2015, primo venerdì del mese, in chiesa.

 

 


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 


  
Messaggio del Sacro Cuore di Gesù a riguardo del Concilio Ecumenico Vaticano II
 
e della profonda adorazione dovuta alla Sua Persona realmente presente
 

nel Santissimo Sacramento dell'altare

 

 
 

Questo santo dettato è stato ricevuto il 20 febbraio 2014, durante la recita dei Vespri, nella chiesa di un monastero.

 

"O diletta, Io sono Cristo. Amen.

AscoltaMi per il vero bene della Mia santa Chiesa in terra e di molte anime. Amen."

 

(pausa)

 

"Quello che vengo a te, dal Cielo, a dirti stasera, in questo vespro benedetto e prezioso del giovedì - giorno eucaristico - è molto importante, o diletta anima ..."

 

(pausa)

 

"Coloro che - con animo retto - indissero, convocarono, vollero il Concilio Ecumenico Vaticano II - Concilio, come già ebbi modo di dirti nel passato, pastorale, non dogmatico - coloro, dunque, che lo vollero, perché lo vollero? perché stimarono che era giunto il tempo per il quale un simile evento, di ordine eminentemente spirituale, dovesse aver luogo? e, in primis, il Papa Giovanni Ventesimo Terzo ..."

 

"Ora, Io stesso, Cristo Dio Vivo, ti rispondo, o Sabrina eletta cara: essi stimarono, dopo lunga preghiera e meditazione, che era giunto il tempo giusto per interrogarsi, fra l'altro, su questo: come annunciare il Vangelo immortale di Cristo Signore, di Cristo Gesù, il Dio fatto uomo per la nostra salvezza, in modo efficace all'uomo di oggi?"

 

"Fra coloro che ivi si posero onestamente e santamente al lavoro - in un'impresa di per sé tanto santa! - vi fu anche il Mio carissimo figlio santo,  Joseph, che poi fu il Santo Padre Benedetto Decimo Sesto. A lui ne andrà gloria e lode in eterno, per il suo grande amore per la Chiesa, Sposa e Mio mistico corpo. Amen."

 

(pausa significativa)

 

"Ora, diletta, non è quel Concilio - mistico abbraccio, paradisiaco abbraccio fra lo Spirito Santo e la Santa Madre e Sposa Mia diletta, la Chiesa - non fu, dunque, quel Concilio ad essere sbagliato.

Ma, piuttosto, il fatto è che i massoni e i modernisti - presenti purtroppo in numero non esiguo anche nella Mia santa Chiesa in terra - ne approfittarono per proporre, soprattutto da lì in avanti, forme liturgiche che sminuissero sempre più il valore trascendente e sacratissimo del Mio vero e Divino Sacrificio. Amen."

 

(pausa significativa)

 

"Purtroppo, bisogna ammettere, o Sabrina diletta cara, che la Santa Messa,  così come viene celebrata attualmente nella Mia santa Chiesa, Cattolica, Apostolica e Romana, è certamente, ancora e sempre, il Mio vero e Divino Sacrificio - nella quale (nota: "nella quale" è riferito a Santa Messa) Io, Vittima Santissima ed Eterna, incarnata per voi e per la vostra eterna salvezza, o uomini per la stragrande maggior parte ingrati, nel quale (nota: "nel quale" è riferito a Divino Sacrificio) Io, adunque, Cristo Iddio Vivo e Santo in eterno, Mi offro al Padre Celeste in sacrificio di olocausto Puro e Perfetto. Amen. - Però, o Sabrina, bisogna, con molta tristezza interiore, ammettere che l'opera della massoneria, infiltratasi nella Mia santa Chiesa Cattolica, ha prodotto anche notevoli danni, e persino pericolose deviazioni, nello svolgimento operativo della stessa; cioè della Mia Santa Messa. Amen."

 

(pausa)

 

"Ed inizio ora, o Sabrina, a dirtene una, di queste pericolose storture: non è forse vero che attualmente, allo stato attuale delle cose e delle normative liturgiche, ai fedeli è chiesto espressamente di porsi e di rimanere - brevemente, in verità - in ginocchio, solo durante la sacra Consacrazione del pane e del vino nel Mio vero Corpo e Sangue?"

 

"Non è questo, oggettivamente parlando, o Sabrina, un po' troppo poco, considerando che siete allora, o figli e figlie della santa Chiesa Cattolica, dinanzi alla Divina Maestà Eterna, che si annichila immensamente - quasi infinitamente (nota: "quasi" nel senso che Dio viene a noi nella Santissima Eucaristia, sotto l'apparenza di un piccolo pezzo di pane azzimo) - presentandosi a voi tutti - giusti ed empi - lì dinanzi a voi, adunque, sul santo altare ..."

 

"Decisamente è poco, Signore."

 

"Ecco perché Io, che sono venuto,  e sempre di nuovo vengo - anche oggi - a portare non la pace, ma una spada: di verità, di amore e di somma adorazione e perpetuo onore alle Tre Divine Persone - di cui Io, Gesù Cristo, sono la Seconda - ecco perché, adunque, Io vengo a te, Sabrina, a proporre, ad invitare tutti coloro tra i figli e le figlie della Chiesa che, con santo coraggio, sentono di poterlo fare, coloro che vogliono dunque farlo, a permanere in ginocchio, umili e adoranti, durante la Mia Santa Messa, a partire dal solenne Prefazio e fino al termine, e cioè quando l'assemblea liturgica viene sciolta. Amen."

 

A questo punto, in prossimità della Benedizione Eucaristica, il Divino Maestro mi comanda una pausa nello scrivere, dicendomi: "Fermati; fermati, Sabrina. Amen."

 

E dopo che essa è stata impartita dal sacerdote ai fedeli presenti, Egli conclude: "Per ora puoi andare, diletta cara. Amen."

 

"Va' in pace!

Sono Cristo, il Signore tuo Dio. Amen."

 

"Amen, Signore Gesù; amen".






Messaggio del Cuore Sacratissimo di Gesù all'inizio dell'Avvento Ambrosiano

 

 

“O diletta anima, o Sabrina Mia cara, ecco che Io quest’oggi, sul principio del Santo Avvento Ambrosiano, ho da parlarti; e questo è per il vero bene della Mia Santa Chiesa, in terra presente e operante. Amen.”

 

(pausa)

 

“Ecco che - con estrema serietà e con santo sdegno per coloro, per quei prelati, che nella Mia Santa Chiesa sono come margherite marce e fradice, che insegnano il contrario di quanto Io sto ora per dirti, amen – ecco che IO, OGGI, ribadisco fermamente che NON E’ LECITO ai cristiani DIVORZIATI E RISPOSATI l’accostarsi ai MIEI SANTI SACRAMENTI di EUCARISTIA e CONFESSIONE. E questo è, o Sabrina eletta Mia …, per il semplice e chiaro fatto che essi si trovano, oggettivamente parlando, in uno stato spirituale – dell’anima loro – GRAVEMENTE DIFFORME da quanto Io stesso, con il Mio Diletto ed Eterno Padre, insegno da sempre agli uomini con quella Legge immortale, e scritta con lettere di immateriale fuoco nei loro cuori, quella Legge, dunque, che è costituita dai Dieci Comandamenti, e che non è lecito all’uomo – e neppure ai prelati della Mia Santa Chiesa in terra – mutare. Sì: infatti Essa non può essere – e mai lo sarà – cambiata senza con ciò gravemente peccare e divenire apostati dalla vera Fede, persino.

Poiché Io, Cristo, Dio Benedetto nei secoli eterni, Io stesso dissi che L’UOMO E LA DONNA UNITI NEL MATRIMONIO SANTO NON SONO PIU’ DUE, MA UNA SOLA CARNE (riferimento a Matteo 19,1-9; Marco 10,1-12); IN ME, CRISTO DIO VERO E SALVATORE PIISSIMO. AMEN.”

 

(pausa molto significativa)

 

“Avviso, adunque, oggi, con estrema serietà tutti i conviventi e gli adulteri che si trovano su di una via larga che li condurrà senza ombra di dubbio all’Inferno eterno (riferimento a Matteo 7,13), se presto essi – Miei figli e figlie amati, che costano tutt’oggi misticamente tanto mistico Sangue al Mio Cuore, dolorante e che spasima e sospira per tutti loro – se presto essi, o Sabrina Mia diletta cara, non si decideranno – e una volta per sempre, amen – a rompere i loro legami peccaminosi con le creature mortali, loro complici nel male, nel grave peccato. Amen.”

 

(pausa significativa di seria meditazione per noi che leggiamo)

 

 

A riguardo del discorso di Gesù alle persone che hanno divorziato e contratto civilmente un secondo matrimonio, in una rifrazione interiore ho colto che, nel caso in cui esse abbiano seri motivi per ritenere che il loro primo Matrimonio - cioè quello celebrato nel Signore – sia nullo, è però necessario che procedano nelle apposite sedi ecclesiastiche affinché ne sia effettivamente e validamente provata la nullità.

Inoltre, ricordo che per un credente in Gesù Cristo esiste solo il Matrimonio Sacramento, come lecita e degna unione e santificante e fedele patto di amore tra un uomo e una donna.

 

“E, per inciso, dico quest’oggi a tutti quegli uomini e quelle donne che hanno ridotto a brandelli e molto deforme la loro propria anima con quegli atti contro natura, di cui il demonio - nemico lascivo e ingannatore, seduttore anticristico - s’è fatto per loro maestro perverso ed infido; dico dunque ad essi - per l’Infinito Amore che Io, Gesù Cristo, Uomo perfetto e Vero Dio Immortale, nutro per ciascuna delle loro anime: fate attenzione, figli Miei e figlie Mie amate, perché nessuno che con piena consapevolezza abbia abbracciato tali turpitudini orrende, amando il male - nessuno che così abbia agito nel corso di questa breve e fuggevole vita terrena – entrerà nel Regno dei Cieli superni e dell’Eterna e Felicissima Vita (riferimento a 1Corinzi 6,9-10; Galati 5,19-20); la quale VERA VITA Io, Gesù Cristo, l’Uomo Dio, vi ho acquistato a costo di tante – tante! Sabrina – Mie cocenti umiliazioni e gravi patimenti d’ogni genere e specie: sempre, e cioè in tutto il tempo sacratissimo e pieno di grazia della Mia salutifera Incarnazione, e, soprattutto, nel tempo sublime e sommamente Divino e doloroso, che fu quello della Mia acerba – e insieme misticamente gioiosissima – Passione e Morte SULLA CROCE. Amen.”
 

(pausa molto significativa)
 

“Ed infine – infine almeno per ora, o Sabrina Mia diletta … - sono oggi qui per rivolgere il Mio verbo ineffabile al Mio santo servo, il Papa Francesco, al quale, mentre da una parte assicuro la Mia Divina benedizione e protezione indefettibile, amen, dall’altra non posso quest’oggi, con immenso Amore - come quello di un padre sommamente amoroso verso il suo prediletto e primogenito figlio – non posso, adunque – e ciò è per il vero bene della Mia Santa Chiesa in terra, amen – non ammonirlo a PARLARE MENO E, nel contempo, a PREGARE DI PIU’; prendendo, inoltre, maggiore consapevolezza - nel giusto modo: virtuoso e retto – del fatto che egli è al presente il Mio Vicario in terra e che presiede, per Mia Volontà esplicita, all’universale carità, ed è, Francesco, alla guida di tutto il Mio santo gregge, sulla terra. Amen.”

Pausa, a cui segue un contenuto di carattere personale:

“… ma ricordati, o Mia diletta serva, che anche il tuo Gesù … se ne stette, Passionato, in un’oscura prigione. Io apparivo e sembravo impotente, legato e ferito, e con la sacra e divina bocca tumefatta e sanguinante.

Ma, IN VERITA’, IO, Sabrina, LA’, IN QUELL’OSCURA E ANGUSTA PRIGIONE, SALVAVO E REDIMEVO IL MONDO; MENTRE ERO – PER L’ARDENTISSIMO, e per voi incomprensibile, AMORE DEL MIO CUORE – ANELANTE E BRAMANTE LA SANTA CROCE.”

 

“Sia così anche per te e per ogni Mio figlio e figlia che cercano veramente, giorno dopo giorno, di esserlo.”

 

“Va’ in pace, Sabrina, e con la Mia sacra e indefettibile … benedizione.”

 

“Va’ in pace!”

 

“Io sono il Cristo veniente; il Verbo Eterno; il Figlio unico del Celeste Padre”.

 

 

Locuzioni interiori ricevute il 18 novembre 2013, dopo la Santa Messa, in chiesa.



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